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IMPORTANTE! LA SEDE ATTUALE DEL CENTRO MIMIR IN SECOND LIFE E'
Antartica Bay (125,218,23)
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Lo Scandaglio
in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.

musiche midi milanesi e non

(alcuni files midi sono tratti da Métronimo)


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martedì, ottobre 20, 2009

Martedì 20 Ottobre 2009 – 22.30 (1.30 pm. SLT)

Digital Cult-Ure Gallery

Roberto Kusterle, Miti di Terra, a DIGITAL CULT, di Colpo Wexler

Roberto Kusterle, Miti di Terra, a DIGITAL CULT, di Colpo Wexler

SLURL: http://slurl.com/secondlife/New%20ITLAND/121/125/32

” Miti di Terra “

INAUGURAZIONE Photo/Art Exibition dell’artista Roberto Kusterle

Durata della mostra dal 20 Ottobre al 20 Novembre 2009

Organizzata da:
Colpo Wexler – Digital Cult-Ure
Redmoon Balut – RB Art Gallery
Alexy Solo – AS Art Gallery

L’Artista

Roberto Kusterle è nato nel 1948 a Gorizia.
Dagli anni Settanta lavora nel campo della arti visive,
dedicandosi sia alla pittura sia alle installazioni.
Dal 1988 inizia ad interessarsi alla fotografia che è
diventato il suo principale mezzo espressivo. Vive e lavora a Gorizia.

Tecnica Fotografica:

Le immagini sono analogiche stampate su carta baritata opaca e virate,senza nessun intevento digitale.
Egli parte da una stampa positiva della stessa grandezza della stampa finale sulla quale vengono eseguite delle
correzioni ..
Riproduce poi un nuovo negativo a contatto su carta dal quale egli esegue, sempre a contatto, la stampa finale.

Fonte: Facebook,  http://www.facebook.com/lapsus.weinstein?src=fftb#/event.php?eid=310303375079&ref=mf

SL Photo/Art Exibition ROBERTO KUSTERLE

дельфин надежда

killerbear1979
01 aprile 2009

Da: Roberto Kunsterle, riti del corpo

Prima che un fotografo, Roberto Kusterle, è un regista, capace di costruire situazioni originali e stimolanti. L’autore – in questo segmento della sua produzione – “preleva” l’uomo dal suo ambiente abituale e lo “colloca”, temporaneamente, in un non luogo, dandogli configurazioni surreali, in un contesto senza tempo in cui albergano creatività, mistero ed ambiguità, lasciando il fruitore di primo acchito in un momentaneo smarrimento, che poi immediatamente si trasforma in un forte desiderio interpretativo. Piccole installazioni con al centro l’uomo e il suo corpo. Kusterle elabora una ricerca personale, enigmatica e scioccante, che suscita discussioni forti, prese di posizioni estreme, riflessioni d’ogni tipo, in qualche caso anche contrapposte tra loro. Sulla ribalta del suo teatro mobile, metafora dell’Universo, costruito a margine del grande palcoscenico della vita, il fotografo goriziano pone l’uomo al centro, nel punto di maggiore visibilità, perché protagonista, attore principale, ed inventa elaborazioni complesse, raffinate, a tinte forti, anche violente concettualmente, con l’utilizzo di materiali prelevati dalla natura. Il corpo dell’uomo si veste e si sveste di simboli, si colora e si scolora di connotazioni, assume dimensioni uniche, cariche di allegorie e metafore. Riti del corpo, appunto. Ogni scatto è una creazione, che diventa, di volta in volta, ritualità di una celebrazione, una cerimonia, un evento liturgico. Ogni scena è il riepilogo di un momento di analisi, la trama di un concetto, il lancio di un messaggio: sintesi di una ricerca di taglio sperimentale che affonda le radici nelle problematiche dell’antropologia. In questi scatti, la fotografia, come forma d’espressione artistica, assume una dimensione onirica, va oltre il visibile, e il mezzo fotografico un veicolo col quale Kusterle trasmette le proprie invenzioni, i momenti narrativi delle proprie alchimie di studio, sintetizza il rapporto con cui il reale si correla con l’immaginario, così come esso si concretizza negli spazi intimi dell’autore. E’ una fotografia elegante, carica di tensioni culturali, di messaggi urlati, in cui si articolano ipotesi progettuali, che argomentate e coniugate tra loro, danno luogo ad una quantità infinita di riflessioni. I diversi profili assunti dall’uomo e dal suo corpo, si confondono e si sovrappongono, tra loro e col fluire del tempo, i fatti della storia, l’evolversi delle sensibilità umane, su orizzonti improbabili che, invece, l’artista giuliano, ipotizza per riflettere sulla società, in un gioco sottile di punti di vista e studiate trasfigurazioni, tra realtà e fantasia. (fausto raschiatore)

http://www.fotologie.it/kusterle.html

ottobre 20th, 2009 | Tags: , , , , , , , , , , ,