Io credo che le ideologie e sottostanti o retrostanti mitologie mostrino il loro limite quando con la promessa (o pretesa) di liberare inchiodano chi se ne lascia catturare al loro interno, precludendo a priori qualunque punto di vista esterno o altro
Con tutta la mia simpatia per il neupappismo, mi ribello ad una visione del mondo tendenzialmente paranoica (ed uso volutamente questo termine, di per sè esaustivamente descrittivo delle attuali ideologie e mitologie del potere e del dominio globali) quale traspare da Second Matrix: Welcome to the Real World
Siamo davvero tutti prigionieri di una Matrix (e con tutti intendo chi si manifesta, scrive, sul web e fuori da internet) e schiavi di un Grande Fratello?
Forse. Sicuramente chi controlla i destini di questo pianeta sembra impegnato a raggiungere questo scopo, direttamente, o indirettamente mediante il non-governo, il lasciare precipitare ambiente, economia, società, nel più assoluto caos, incrementando nell’immediato paura e terrore, con cui alimenta il suo oggi.
Da questa paura, da questo terrore, fuggiamo alla ricerca di altri mezzi e altri luoghi, come i partigiani di altri tempi fuggivano in montagna (forse che la montagna era creata per tenerci sotto controllo ?)
Cerchiamo modi di comunicare, tecnologie anche, che ci consentano di comunicare anche dove e quando tutto cospira al fine che la fuga si orienti verso la più totale alienazione ed emarginazione da qualunque sociale.
Questa fuga, la fuga alla riscopertà di sè e dell'altro, nell'immaginario, nei mondi virtuali, anche mediante quel che il Potere ancora consente di utilizzare. io la rivendico!
E sono anche un po’ stanco di chi insiste a offrirmi di liberarmi (lo scrivo per spirito polemco, nessun si offenda!). E di questo, ebbene sì, diffido!
E respingo l'invito a tornare nel mondo reale, come fosse un dato di natura, questo famoso mondo reale, che chiunque non ingenuo dovrebbe preferire ai mondi immaginari, illusori, magici e dunque stregati, per di più costruiti direttamente dentro la mente del grande fratello.
Che facciamo? torniamo al DiaMat (materialismo dialettico, minuscolo) di staliniana memoria, alla negazione del soggetto e della persona?
Eppure mi sembrava si parlasse di specchi, e anche di arte ...
Scrive il 5 Settembre 2008 Stex Auer a conclusione del suo pezzo
PS
Nessuno qui ha un grande fratello alle spalle, ne è pagato dai Linden per fare da corifeo, ne fa parte di un culto religioso della manina a spirale.
Quando Open Sime e Open Grid sarano tecnologicamente pronte e l’ambiente immersivo una metafora consolidata probabilmente non saremo più qui. Forse vi ritorneremo, come gli emigranti dopo una lunga assenza, visitando ruderi di prims in decadenza o forse ci ricorderanno che è esistita mainland alcuni vecchi screenshot.
Ma quel tempo non è ancora giunto.