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Arte contemporanea tra prezzi, valore e mercato
di Valeria Ronzani
13 novembre 2008
Per i pochi che non se ne fossero accorti, l’idea romantica dell’arte sganciata dalle cose vili del mondo, se mai fosse stato così, è da quel dì tramontata. Ma ora l’economia trita tutto (e che in questo momento sembra tritarci tutti) sta condizionando con la logica di un mercato globalizzato e totalizzante l’arte contemporanea. In che modo prova a farcelo capire la mostra organizzata dal Centro di cultura contemporanea Strozzina di Firenze, «Arte, prezzo e valore. Arte contemporanea e mercato», attraverso la riflessione, anche con opere “site specific”, di ventuno artisti contemporanei, invitati per l’occasione. Con alcune vere e proprie star, come Damien Hirst e Takashi Murakami. «Manipolatori del mercato», li chiama Franziska Nori, curatrice della rassegna insieme a Piroshka Dossi, che sul sistema economico costruito intorno all’arte contemporanea ha scritto un libro rivelatore, uscito un anno fa in Germania e di cui la Strozzina , insieme a Silvana editoriale, sta curando l’edizione italiana.
Finalmente una mostra che cerca di fare di più, come è spesso il meritorio intento delle iniziative della Strozzina. Perché che un problema mercato esistesse da tempo, era giusto farlo sapere anche ai visitatori meno smaliziati. Ironia della sorte o coincidenze non casuali, un progetto messo in cantiere oltre un anno fa inaugura proprio nel momento di terremoto internazionale delle borse, che arriverà a scuotere anche chi non ha mai posseduto un’azione in vita sua. E posto per scontato che ci sarà sempre chi non finirà mai in mutande, ecco che alcuni settori d’elite non solo non conoscono crisi, ma schizzano sempre più verso l’alto. Se si sfregano le mani le grandi mostre antiquarie, così ha veramente il sapore della parabola pensare che nello stesso giorno in cui la Lehamn Brothers finiva gambe all’aria, Daniel Hirst realizzava, nell’ennesima asta record da Sotheby’s, ben 112 milioni di sterline, con la vendita di 223 opere giovanili. Qui in mostra la porta del ristorante “The Pharmcy”, di cui Hirst è stato comproprietario e la cui vendita degli oggetti d’arredo ha costituito l’ennesimo record di rialzo dei prezzi dalla base d’asta. Come ormai abitudine per questo artista re del marketing. La porta è ormai un “feticcio”, perché evidentemente si gioca sul filo sottile che fa dell’opera d’arte un oggetto icona, con meccanismi analoghi a tanti marchi del lusso che ben conosciamo. Ancora più esplicito è Takashi Murakami, che proprio con quei marchi si trastulla, ed arriva a firmare per Luis Vuiton alcune borse esclusivissime, veramente una sorta di corto circuito autoreferenziale in cui consumismo e arte si sovrappongono. Né Murakami ne fa mistero, anzi, accodandosi alla lezione di Andy Warhol, il primo grande manipolatore del mercato, dichiara esplicitamente di considerare l’arte come un’attività commerciale in cui lui, da maestro, si è pure creato un’impresa internazionale, con tanto di marchio aziendale e strategia di marketing. E il bel catalogo che accompagna l’esposizione è ben più del semplice catalogo di una mostra, arricchito di saggi illuminanti, come quello di Pier Luigi Sacco, economista della cultura, o di Wolfgang Ullrich, che solo dal titolo «Icone del capitalismo, come il prezzo fa l’arte», fa venire uno stranguglione.
Ma, come sempre alla Strozzina, anche il visitatore paziente avrà tutte le possibilità di ben documentarsi in mostra. Perché l’arte contemporanea va spesso tradotta, e qui, finalmente, si traduce per il profano che non si sente più tanto tale. Oltre ai due mostri sacri, altri diciannove artisti offrono la loro riflessione sul sistema. Con approcci sempre diversi, chi con ironia, chi critico, chi col piglio del documentarista. Bellissimo il video di Marco Brambilla, dove la cattedrale a cui allude il titolo altro non è che un centro commerciale sotto Natale, che tramite sovrapposizioni e giochi caleidoscopici, trasmette suggestioni metafisiche. O i “Middlemen” di Aernout Mik, artista dei Paesi Bassi, opera del 2001 che mostra una sala contrattazioni poco dopo un crollo di borsa, una vera e propria profezia, come spesso l’arte vera riesce fare, mercato o non mercato.
Arte, prezzo e valore. Arte contemporanea e mercato
Firenze, Centro di cultura contemporanea Strozzina, Palazzo Strozzi
14 novembre 2008-11 gennaio 2009
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