Paura amianto: informare i cittadini contro il panico
Alla vista di “operai con tute bianche e mascherine di protezione” la popolazione si allarma. L’assessore Zamboni: “Il comune farà un approfondimento con l’Ausl per verificare la comunicazione ai residenti e ai responsabili di siti sensibili”
Bologna, 30 settembre 2008 - L’amianto fa paura: basta vedere in azione “operai con tute bianche e mascherine di protezione sul volto” che questa sola “presenza puo’ allarmare la popolazione”. Per cui ora, Comune e Ausl proveranno a studiare il modo di non fare prendere spaventi ai cittadini, informandoli di più e meglio. Spaventi, peraltro pare abbastanza ricorrenti: solo la settimana scorsa “allarme e preoccupazione” si sono diffusi tra genitori e insegnanti di una scuola materna del quartiere Navile per la comparsa di un cartello che segnalava lavori di bonifica da amianto nell’edificio davanti alle aule. E che quindi consigliava alle maestre di tenere chiuse le imposte delle finestre.
Il caso lo ha segnalato alla Giunta Cofferati la consigliera comunale del Pd, Elisabetta Calari, chiedendo rassicurazioni. Gliele ha fornite l’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Zamboni, garantendo che i lavori erano regolari e che gli alunni non hanno corso rischi: l’invito a chiudere le finestre non è una misura “strettamente necessaria ma l’opportunità, per chi lo desiderasse, di isolarsi ancora di più dai lavori”. Tuttavia, il caso segnalato da Calari, riconosce l’assessore “ha posto il problema della comunicazione tra gli operatori”, cioè chi esegue le bonifiche, e i responsabili di “siti sensibili” come scuole o ospedali. Dunque, spiega Zamboni, “servono strategie di comunicazione differenti rispetto a quelle normali”. Ragion per cui il Comune, farà “un approfondimento con l’Ausl per verificare preventivamente le modalità di comunicazione ai residenti e ai responsabili di siti sensibili” vicini a lavori per eliminare l’amianto.
E’ proprio Zamboni a riconoscere che l’avvistamento di “operai con tute bianche e mascherine di protezione sul volto” fa “allarmare la popolazione”. Fatto sta che l’assessore comunale alla Sanità, Giuseppe Paruolo, ha inviato (mercoledì scorso), una lettera al direttore del dipartimento di Sanità pubblica Fausto Francia per studiare la strategia di comunicazione “anti-spaventi”. Bisogna trovare un modo, dicono da Palazzo D’Accursio, per “comunicare ai cittadini che gli interventi” di rimozione dell’amianto, “avvengono con modalità concordate e con controlli appositi delle autorità”.
In realtà, non su tutto si riesce a vigilare. Nel caso della scuola materna al Navile, la tipologia dell’intervento di bonifica non richiedeva alcuna ispezione, ma l’Ausl i controlli li fa, solo che “lo standard, in rapporto alle forze disponibili, è di un cantiere su quattro” e i controlli vengono programmati “sulla base della rilevanza dei lavori”, spiega Zamboni.
Il Comune ipotizza, nel caso di rimozione di amianto vicino ai siti sensibili, di trasmettere “note informative” su ciò che sta accadendo ai responsabili delle strutture in modo da evitare, ad esempio, che i genitori degli alunni di una scuola imparino ciò che succede da un cartello che compare all’improvviso.
- Riflessi di paura. Incubi allo specchio per Kiefer Sutherland
Scritto da Federico Larosa Wednesday 01 October 2008
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30/9/2008 (8:24) - SICUREZZA URBANA
Via Cottolengo, la rivolta degli abitanti: “Siamo ostaggi del crimine”http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8228girata.asp

Una delle immagini contenute nel dossier messo insieme dagli abitanti
Presentato in procura un esposto contro l’inerzia delle istituzioni: «Qui lo Stato non ha più giurisdizione»TORINO
Un esposto contro «l’assenza delle istituzioni» in via Cottolengo, a Torino, è stato presentato in procura dal Coordinamento dei comitati spontanei «a nome dei residenti».«Un’intera strada di Torino - dice una nota - gode di extraterritorialità il sabato e la domenica. Lo Stato non ha più giurisdizione. E i residenti non possono entrare e uscire dalle proprie abitazioni. Subiscono angherie e intimidazioni di ogni tipo». Il comitato afferma che le istituzioni non sono intervenute in modo adeguato e, quindi, chiede alla magistratura di accertare l’eventuale reato di omissione in atti di ufficio. - Via Cottolengo, flop dei militari inviati da La Russa i cittadini chiedono un intervento decisivohttp://torino.blogosfere.it/2008/10/porta-palazzo-flop-dei-militari-inviati-da-la-russa-i-cittadini-chiedono-un-intervento-decisivo.html
Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 08:20 in Cronaca













