Questa e' una semplice interfaccia al nuovo Search di Second Life, che e' basato su web e attinge ai dati di Linden Lab.
I risultati sono gli stessi che si possono ottenere effettuando la ricerca dentro Second Life usando il client.
PASADENA - Al centro di controllo di Pasadena hanno salutato l'evento con il consueto applauso liberatorio. Che è scattato al primo segnale inviato dalla superficie di Marte dalla Spirit, venti minuti dopo l'atterraggio sul pianeta rosso
Art&Astronomy
"Mi hanno definito pazzo, ma non si è ancora risolto il problema se la follia sia o meno la forma più elevata di intelligenza, se molto di ciò che è illustre, se tutto ciò che è profondo, non sgorghi da una malattia del pensiero, da atteggiamenti della mente esaltati a spese dell'intelletto generale"
Edgar Allan Poe
Ho la passione per l'astronomia fin da bambina....quella per l'arte, in particolare per i trompe l'oeil, risale a qualche anno fa... Il Sistema Solare
Dati generali e immagini di tutti i pianeti del nostro sistema
http://www.photosig.com/
Community featuring a unique photo critique system and lively discussion forums
Agnese (artista tra l'altro di decoupage) segnala anche questo sito, con link oltre che sulla Sardegna anche a raccolte di musica: www.sardegnamania.com
La Ghilarza, in Sardegna Comunità Protetta, Casa Famiglia, dà ospitalità e assistenza di tipo residenziale, a persone con disagi mentali e familiari (segnalata da Moluel)
Lo Scandaglio
in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.
ARS IN ARA Arte e comunicazione nell’era di Second Life
5 e 6 Giugno, Auditorium dell’Ara Pacis
a cura di:
Marina Bellini MUSEI IN COMUNE ROMA 2.0
Paolo Valente uqbar. media art culture
Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive, dove l’interazione tra forma e contenuti raggiunge standard molto alti e sorprendentemente adatti al nostro vivere contemporaneo.
L’occasione data dalla particolare capacità immersiva ed interattiva di second life, intesa come piattaforma mediatica con un alto standard comunicativo, è un ottimo terreno su cui la sperimentazione creativa ed artistica si sta misurando, permettendo alla espressività dei singoli di potersi liberare all’interno di una esperienza sociale di tipo globale.
Un incontro nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis, vuole fare il punto sullo “stato dell’arte” di questo nuovo media, attraverso il contributo dei suoi principali attori, presi nei loro rispettivi mondi virtuale – artistico – culturale – professionale.
La volontà di proporre alle istituzioni la costituzione di un tavolo permanente per la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico prodotto all’interno di un mondo in rapida evoluzione.
L’evento avrà collegamenti e interventi in second life e sarà trasmesso on line in diretta streaming.
Sono stati invitati ad intervenire: Umberto Croppi, Francesco Marcolini, Francesco Prosperetti, Guido Razzano, Umberto Broccoli, Federico Mollicone, Giampaolo Rossi, Derrick De Kerckhove, Mario Gerosa, Carlo Infante, Mario Savini, Marco Minghetti, Giuseppe Granieri, Alberto Cottica – Cristina De Luca, Giovanni Boccia Artieri, Guido Scorza, Luca Spoldi, Stefano Lazzari, Giovanni Dalla Bona, Marco Longo, Gino Flore, Domenico Quaranta, Giuseppe Stampone, Pierluigi Casolari, Rosanna Galvani, Biagio Francia – AOM, Fabio Fornasari, Roberta Cirillo, Adelchi Battista, Patrizia Nofi – Sonia La Rosa, Luca Spoldi, Paola Pandolfini, Giampiero Moioli, Luca Lisci.
Ieri pomeriggio sulla neonata IsNoTv, al New Media Live, c’è stata una prova di trasmissione in diretta da Second Life al web, in cui Roberta Cirillo ha improvvisato un dibattito di presentazione del Convegno Ars in Ara, intervistando Paolo Valente e Marina Bellini (coi rispettivi avatar arco Rosca e Mexi Lane) sulle tematiche che andremo a discutere il 5 e 6 giugno all’Ara Pacis. Potete vedere QUI il video registrato del talk show, che sulle prime ha difetti d’audio, ma da un certo punto in poi funziona perfettamente. Del resto di sperimentazione si tratta e in questa opera pionieristica siamo felici di esserci. Un’altra puntata in diretta andrà in onda mercoledi alle 13.00, sempre su Isnotv. Seguiteci! Potrete anche interagire in diretta con noi tramite la chat.2 Giugno 2009
Quanno c’è ‘r sole cò quer manto d’oro
pè tutto Lungotevere è ‘na festa!
Li regazzini giocheno tra loro
le madri se li stanno a rimirà
quanta tranquillità! Ma ammalappena
spunta la prima stella: se cambia scena.
Lì sotto l’arberi de Lungotevere
le coppie fileno li schiaffi voleno..
si nun sei pratico de regge moccoli
pè Lungotevere nun ce passà!
Io m’aricordo sempre a San Lumino
cò li lampioni a gasse de ‘na vorta
se dava quarche sordo a ‘n regazzino
de corsa te l’annavaveno a smorzà
mò quelli posti poco illuminati
de prima sera già sò accaparati!
Lì sotto l’arberi de Lungotevere
le coppie fileno li schiaffi voleno..
si nun sei pratico de regge moccoli
pè Lungotevere nun ce passà!
Lì sotto l’arberi de Lungotevere
le coppie fileno li baci scrocchieno…
si nun sei pratico de regge moccoli
pè Lungotevere nun ce passà!
01. Aritornelli Romansechi
02. Barcarolo romano
03. Chitarra Romana
04. Dove sta Zazà
05. Er mejo tango
06. Grazie alla vita
07. IL valzer della troppa
08. La società dei Magnaccioni
09. Luna rossa
10. M’Hai messo le catene
11. O Surdato N’Amurato
12. Quanto Sei Bella Roma
13. Roma forasti
14. Rosamunda
15. Semo Romani
16. Sette par de’ Scarpe - Tutti al Mare
17. Sinnò Me Moro
18. Stornelli antichi
19. Stornelli di porta Romana
20. Tamurriata nera
21. Tanto pe’ Cantá
Ognuno è un cantastoria
tante facce nella memoria
tanto di tutto tanto di niente
le parole di tanta gente.
Tanto buio tanto colore
tanta noia tanto amore
tante sciocchezze tante passioni
tanto silenzio tante canzoni.
Anche tu così presente - sempre
così solo nella mia mente - sempre
tu che sempre mi amerai - sempre
tu che giuri e giuro anch’io - sempre
anche tu amore mio - sempre
così certo e così bello.
Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più.
Scrive Gary Hayes alla mailing list SLED: I am fascinated by the higher level of 'visual immersion' afforded by real time shadows in Second Life, cast from sun, lights and from all objects. Here is a post and a stylised video I have just done showing some aspects of that.
A quick exploration of some of Gary Hazlitt's old builds using the Space Navigator and running Windlight in Day cycle mode (the sun and moon take a minute or two to do a full rotation) - hence lots of moving shadows across the landscapes and builds. The whole process: 1 hour of capture, 1.5 hour edit and 2 hours on music track.
Music was composed on Logic Pro mostly using Spectrasonics omnisphere plug-in synth.
I used a top end NVidia GTX280 high spec graphics card with all SL graphics settings at max. The video was captured at PAL resolution using Fraps and the raw files edited using Adobe Premiere.
A cross posting from JustVirtual but there has been lots of excitement about Second Life becoming a more ‘evocative’ engine (visually speaking) for at least 18 months with lots of posts and short demo videos. Recently the Illclan’ers posted an item suggesting we...
Second Life, una Porta verso l’Inconscio La Psicologia si è già occupata e si occupa dei molteplici aspetti dei metaversi, come Second Life, e del suo utilizzo da parte dei residenti-utenti In particolare la psicologia cognitiva, che unitamente alle neuroscienze e alla ‘computer science’, hanno contribuito alla loro stessa nascita ed architettura. Se n’è occupata la Psicologia della Percezione, o Gestalt, come bene illustra questo video
Ma Second Life potrebbe con ottime ragioni essere considerata il Paradiso della Psicoanalisi.
Non a caso la prima ‘iniziativa’ del sottoscritto, in SL Lapsus Weinstein, non psicoanalista, ma di psicoanalisi appassionato, è stata l’apertura del Caffe Freud
per incontri che inizialmente hanno coinvolto un esiguo ma significativo numero di psicoanalisti presenti inworld. Il primo impatto, che ritrovo in me immutato dal 2006 ad oggi, con Second Life, è quello con il suo ambiente artisticamente disegnato e progettato: il vento, le onde del mare, i riflessi della luna o del sole nelle sue acque, i panorami naturalistici che riportano ad altre epoche ed ere, passate e future, ambiente ben rappresentato da Robbie Dingo in My Digital Double Immersi in questi ambienti si muovono Avatar, il nostro e altri, indaffarati nelle più disparate attività, ciascuna delle quali, di per sè, è una porta aperta verso il loro, ma anche il nostro Inconscio, che mette in scena, come in un Sogno condiviso, abitazioni private, luoghi di convivenza, divertimento e anche apprendimento, oggetti, arredamenti, costumi, fashion (che affascinano). La stessa Arte in Second Life è una serie infinita di specchi, che letteralmente percorriamo, muovendoci con la camera o col nostro avatar, dentro le immagini o installazioni rappresentate, ma anche dentro la fantasia dell’artista, dentro la nostra, e all’interno di rapporti interumani che si realizzano (o meno) con l’Altro. Non è soltanto una questione di tridimensionalità spaziale, è in gioco il tempo, e sono in gioco le dinamiche interne alla mente emotivamente coinvolta e… connessa… di ciascuno dei partecipanti, molte delle quali del tutto inapparenti, sfuggenti, nascoste, operanti dietro le quinte del nostro Io cosciente.
Se l’inizio è stato contrassegnato dalla presenza di amici di tutto il mondo, il 2008 è stato all’insegna dell’incontro con molti italiani arrivati in SL, a livello più personale, però, e meno ‘di gruppo’.
In particolare un sostanziale e determinante impulso è arrivato da Papper Papp (aka Paola Pandolfini), eccellente fotografa, appassionata insegnante, donatrice di energie senza risparmio (a volte tante da non riuscire a contenerle!)
A lei si deve l’attuale ‘configurazione’ della Sim di Seoraksan, con una parte dedicata all’arte, agli artisti, alle opere sue e di altri altrettanto cari collaboratori.
Benvenuto chi se la sente di continuare il discorso Ad esempio qui, ad Arte e Mente
La storia della Scienza moderna è costellata di eventi inaspettati…
‘Principio di Indeterminazione’… il mondo reale sembra cambiare sotto gli occhi degli scienziati, a seconda di come e quando viene osservato…
Il Buddismo usa la parola ‘impermanenza’ … due ma non due…
E’ lo stesso mondo di sempre, ed è solo il modo in cui lo percepiamo che è mutato, ma questo cambiamento influisce profondamente sul modo in cui ci comportiamo con noi stessi e con gli altri.
William Woollard has built up his reputation over the years as one of our leading writers and presenters in the fields of science and technology. In programmes like Tomorrow’s World in it’s golden years, and Horizon, his greatest strengths perhaps have been his enthusiasm and his clarity. He has been able to take difficult and often immensely obscure bits of science, or engineering invention, and find the ordinary everyday words and phrases that would make them not just understandable, but interesting and entertaining television. He clearly has the common touch. What is even more important, he is also immensely believable. His integrity is apparent; he is not carried away by his own enthusiasms. Indeed he always seeks to show both sides of an argument, so that we can exercise our own judgement.
In The Reluctant Buddhist he has done very much the same job for Buddhism. The language is in no way religious or other worldly; it is by contrast very matter of fact and down to earth. He follows a clear path, so that we gain a very considerable understanding of the territory that Buddhism maps out. But over and above that he places Buddhist teachings and principles in the context of our daily lives so that we get a very clear understanding of how those teachings might impact upon our values and our behaviour in everyday situations. It is an excellent primer for anyone even vaguely interested in Buddhist beliefs.
Producer, William Woollard Ever since the time of Newton, in the 17th Century, scientists have been searching for the so-called ‘theory of everything’. This is the Holy Grail of science. A single, elegant theory that binds together all that we know about the forces that govern the physical operation of the universe. About 100 years ago scientists were confident that they had such a theory within their grasp. Then came Einstein, and relativity and the splitting of the atom and ….. and …. Their hopes were dashed. Today, they feel that once again they are on the verge of revealing the single law that underlies everything in creation. It is called superstring theory. This award winning programme is everyman’s introduction to the mysterious world of superstrings. About Business in Focus Business in Focus is a leading television production and business communications solutions provider. Our production expertise extends back over 25 years producing, writing, directing and presenting many of the worlds leading factual programmes. Tomorrows World, The Risk Business, Top Gear, Horizon, Equinox, The Royal Institution Lectures and many more flagship programmes for broadcasters internationally. BiF works closely with broadcasters internationally to ensure timely and accurate coverage of corporate events that relate to current international business affairs. www.businessinfocus.com Gerard White, Executive Producer GerardW@businessinfocus.com Gerard White Executive Producer http://gerard-white.com Business Broadcast Business Communications Solutions«
Art Psychology Photography Italy Italia. Immagini Foto Galleria Gallerie Lavori in Corso Esposizioni Pictures Photos Machinima Gallery Galleries Expositions Works in Progress. By Papper Papp, torno Kohime, pampu Prax, Prajina Seetan, Yaia Nishi, Centro Mimir
Tuesday, November 18, 2008 Crashinews Interview
The following are some excerpts of an interview I did on Nov 18 2008 for Crashinews, an italian news show. Just in case you wanted to hear me blather on about art in SL!
Papper Papp: you are in SL since …
Papper Papp: 2005!!!!
Sasun Steinbeck: September 2005, yes
Sasun Steinbeck: just over 3 years now
Sasun Steinbeck: I’ve seen a lot of changes
Papper Papp: how did u find sl? and why did u log in ?
Papper Papp: :))
Sasun Steinbeck: just to give you an idea of the growth I’ve seen, when I started maintaining the list of SL Art Galleries from Pathfinder Linden, there were no more than about 40-50 galleries on there
Sasun Steinbeck: Now, there are over 550 art galleries on the list. Just amazing growth.
Papper Papp: cool!
Sasun Steinbeck: I read about SL in some magazine somewhere… it was so long ago. It said that everything was built by the residents, which caught my interest.
Sasun Steinbeck: So I just logged in to check it out and it was love at first sight.
Papper Papp: how did u get this wonderful idea about galleries?
Sasun Steinbeck: I was captivated by the creativity I saw, and that’s what’s held me here the whole time, the massive creativity I see every day in the sims, the builds, the architecture, the art, the experiences people create for others to enjoy. It’s truly a magical place!
Sasun Steinbeck: I was good friends with an art gallery owner when I first started SL. I think we had a mutual friend that I met in a sandbox somewhere. Her name was Savi Sieyes, and she had a sandbox where we hung out a lot. So I was hanging around in art galleries ever since the very beginning
Sasun Steinbeck: One of the most rewarding things to me in my entire SL experience is to hear from other artists that tell me they were inspired by my sculpture. Artists that have gone far beyond what I’ve done and taken new kinds of art in new directions that were inspired by something I did (among other influences of course), that’s just such an incredibly gratifying thing for me
Papper Papp: I can imagine
Papper Papp: sharing is important for the new kind of artists
Sasun Steinbeck: Yes I agree, I really think it’s important for artists to get together to share experience and help new members of the art community get integrated into SL and exposed to all the great stuff going on.
Sasun Steinbeck: My particular passion is for the art gallery owners, I have a large group that helps new gallery owners (many of whom own very small boutique galleries of their own works) get started and share experience.
Papper Papp: what do you think about the future about art in sl and about sl ?
Sasun Steinbeck: I think that art in SL (and this applies to other virtual worlds too) is going to dramatically increase in importance and visibility in the RL art world
Papper Papp: I agree
Sasun Steinbeck: The reason is that only in a virtual 3D world can you *experience* an art installation and become part of it in ways that simply can’t be done in RL.
Papper Papp: sure!
Sasun Steinbeck: My sculpture is also a good example of real SL art that simply can’t be taken out into RL and experienced the same way, not even close.
Sasun Steinbeck: You can’t morph a physical object, or fly into a giant sphere of flowers, or experience moving prims like you can in SL.
…
Papper Papp: you make me feel scripting as an ART
Sasun Steinbeck: I’m glad that when I first started SL I decided to pick ONE thing and do it well. I chose scripting, since I recognized that as the “magic sauce” behind all the really innovative things I had seen up to that point, and I wanted the magic sauce recipe!
Papper Papp: it’s a sort of challenge
Sasun Steinbeck: You raise an excellent point. I strongly believe that the really interesting art in SL is the union between scripting and artistic design. That’s not to say there isn’t some *excellent* 2D art and really nice 3D art with moving textures. But I still think that there’s a huge unexplored frontier of art in SL when you combine scripted objects with art, just waiting to be explored. Trust me you haven’t seen anything yet!! We will see some amazing things in the future. The SL artist of tomorrow needs to learn some new skills, and one of them is scripting!
Sasun Steinbeck: I can only hope that my sculpture inspires some artists to learn LSL and try some new experiments, it’s just one small example of what can be accomplished, there’s so much more that could be done.
Papper Papp: yes, it’s important to use SL at 100%
Sasun Steinbeck: I have seen some very successful collaboration between artists, builders, texture experts, sound experts, and scripters. You don’t need to know everything… sometimes the trick is to find the people that do! If you understand what can be done in those different areas, you can dream up some new possibilities and find someone to help you create it. SL is a very collaborative environment, so don’t be afraid to get out there and collaborate! Two crazy people are better than one
Papper Papp: great!
Sasun Steinbeck:
Papper Papp: “Two crazy people are better than one :)”
Papper Papp: LOL
Sasun Steinbeck: LOL! It’s so true You can’t create something really special if you’re not a little crazy!
Papper Papp: yepp
Sasun Steinbeck: And let me tell you, I know plenty of crazy artists
Papper Papp: I am an artist too
Papper Papp: I know
Papper Papp: LOL
Sasun Steinbeck: hahahaa yes you know then
Papper Papp: yepp
…
Sasun Steinbeck: there are so many good photographers in SL
Papper Papp: yepp
Sasun Steinbeck: that’s another area that will be very interesting in the future
Papper Papp: I am sure about it
Sasun Steinbeck: I think it’s really really important to document what is going on with art in SL, architecture, sim design… everything
Papper Papp: yes
Sasun Steinbeck: and Photographers can capture that essence
Sasun Steinbeck: unlike anyone else
Papper Papp: there are disappeared places in sl
Papper Papp: they still live in pics
Papper Papp:
Sasun Steinbeck: yes! I’m so sad to see some of the amazing sims going away
Sasun Steinbeck: because of the OpenSpace debacle
Sasun Steinbeck: some beautiful art sims
Papper Papp: I am thinking to make an exhibition with pics of lost sims
Sasun Steinbeck: You know, I have noticed that growth in the number of art galleries has stalled since then, and is actually declining. And I am pretty darn sure it’s because of gallery closures due to OpenSpace closures
Papper Papp: ( I had this idea in this moment lol )
Sasun Steinbeck: Oh wow that is an excellent idea!
Sasun Steinbeck: I like that, lost spaces
Sasun Steinbeck: as you can see growth peaked maybe 4 weeks ago and has been on a slow decline since then
Sasun Steinbeck: sometimes these declines are temporary, but you can see from the dots on the chart… this decline is not reversing
Papper Papp: unbelievable
Sasun Steinbeck: I believe the OpenSpace issues are hurting the art world in a significant way from looking at this
Sasun Steinbeck: each dot on the line is one week
Sasun Steinbeck: overall the growth has been phenomenal as you can see
Papper Papp: yes
Sasun Steinbeck: so hopefully this is a temporary hiccup
Sasun Steinbeck: This latest decline has me worried, but it hasn’t been very long, what may happen is that after the galleries on OpenSpace sims close, they may reopen elsewhere, and growth may continue.
Sasun Steinbeck: So we’ll see! I remain hopeful
Papper Papp: what do u think about opensims?
Sasun Steinbeck: That’s an interesting question, there will obviously be a lot of art galleries on OpenSims and I’m wondering how in the world I’ll ever keep track of all of those different islands of grids out there….
Papper Papp: I am not sure that OpenSims could be a good thing for sl :))
Sasun Steinbeck: I’m worried about influential people in the art scene saying that SL is dead and encouraging people to leave… I think it’s inevitable that people will migrate to open sims, but I totally disagree that the sky is falling here in SL. I will wait and see like everyone else what happens with all these different grids that will be growing, I’m worried about the fact that it will pull people away from SL.
Papper Papp: but they represent the future in the opinion of most people
Papper Papp: I agree: in Italy journalists are writing about the sl death
Sasun Steinbeck: Yeah I think it’s a dangerous thing to suck paying residents away from SL, it can only hurt LL. Some people may not give a damn, but if LL goes out of business, things around here may be VERY bad, who knows. I think people beat up LL FAR more than they deserve, they are pioneers in this space and this is all one huge experiment. Yeah they make mistakes, they’re learning as they go.
Sasun Steinbeck: I’m very interested to see people’s frustration level with all of the open sim owners, I’m sure they will be saying, wow SL wasn’t so bad
Papper Papp: :)) yeah
Sasun Steinbeck: It does represent the future, but I think SL will ALWAYS be the biggest player, they have been doing this for a long time and contrary to people that really don’t know what the hell they are talking about, LL IS the industry expert when it comes to running a 3D virtual world business.
Sasun Steinbeck: Unless they really screw up, they can keep innovating and stay ahead of the pack. But that can change of course
Sasun Steinbeck: Yeah I think there will be lots of lost places as OpenSims grids come and go. There will be a huge shakeout to see who survives and who doesn’t. Lots of lost places
Papper Papp:
Papper Papp: one of lost places is
Papper Papp: virtual starry
Papper Papp:
Sasun Steinbeck: hm not sure if I’ve heard of that one
Sasun Steinbeck: I don’t think I’ve been there
Sasun Steinbeck: So for someone like me, your photos may be all that I’ll ever see of it
Papper Papp:
Sasun Steinbeck: So I think it’s great that someone is documenting those places.
El doctor Humberto Maturana y la profesora Ximena Dávila realizan una conferencia en la Red Nacional de Recursos Humanos. Abril del 2007. Realización Audiovisual; Ignacio Muñoz. Instituto de Formación Matríztica. Derechos Reservados.
Dopo il colpo di stato di Augusto Pinochet nel 1973, Varela e la sua famiglia passano 7 anni in esilio negli Stati Uniti; poi ritorna in Cile per assumere un posto come professore di biologia.
Varela diventa buddista tibetano nel 1970. Inizialmente studia meditazione con il maestro Chögyam Trungpa Rinpoche ["Perchè vuoi fare qualcosa? Che ne diresti di non fare nulla?" Lama Trungpa a Francisco Varela, in "Emozioni Distruttive", pag. 368
Muore di epatite C nel 2001 a Parigi a causa del trapianto di fegato che aveva subito nel 1998.[1]. Varela ha lasciato quattro figli, tra cui l’attrice e modella Leonor Varela.
Varela era principalmente un biologo, ed è stato profondamente influenzato dal suo insegnante e collega cileno Humberto Maturana, anch’esso biologo con un forte orientamento filosofico. Il concetto di autopoiesi (dal greco “auto” (sé) e “poiesis” (creazione)), da lui elaborato insieme a Maturana, venne da loro utilizzato per indicare che la caratteristica fondamentale dei sistemi viventi è una struttura organizzata al fine di mantenere e rigenerare nel tempo la propria unità e la propria autonomia rispetto alle variazioni dell’ambiente, tramite propri processi costituenti che contribuiscono alla ri-generazione e al mantenimento del sistema.
Instituto Matríztico
En el entender la biología cultural
En el entre juego
De la biología del conocer y la biología del amar
En la dinámica relacional/operacional
De la matriz biológico-cultural de la existencia humana
Revelada por el conversar liberado.
This clip first discusses a 1996 conference sponsored by the Center for Consciousness Studies in Tucson, Arizona entitled “Toward a Science of Consciousness.” The key figures that can be seen are Stuart Hameroff, Christof Koch, David Chalmers, Daniel Dennett, Patricia Churchland, and John Searle.
Daniel Dennett then briefly discusses his views on consciousness and the first-person illusion that we are aware of our complete visual field, when in actuality we are not. And finally, Frank Jackson’s famous “Mary the Neuroscientist” thought-experiment is explained.
Garrison Institute, Garrison, New York, June 7-13, 2009
Scientific and Contemplative Perspectives on the Self
The 2009 Mind and Life Summer Research Institute (MLSRI) will be devoted to the theme of the self, its development in sociocultural and contemplative contexts, and its implications for human flourishing and social transformation. MLSRI 09 will bring together contemplatives and academic scholars from the social, developmental, and clinical sciences, the neurosciences, contemplative studies, and philosophy to dialogue about a variety of topics pertaining to the self. These topics will include conceptualizations of self and identity in various traditions; the development of self in normative and contemplative contexts; the neurobiology of the self , its development, and associated plasticity; the processes of self-identification and their effects on life outcomes such as health, education, well-being and social relations; the phenomenology of the “embodied sense” of identity, ownership and agency in experience, and the relation of these first-person perspectives to the brain and body across development; the concept of “self-regulation” and its relation to issues of mental causation, free-will, and a variety of life outcomes; the role of self processes in psychological illness; and finally, self versus no-self views on the fundamental nature of the mind and consciousness…
Un percorso immersivo e coinvolgente dalla geometria alla espressione artistica diegli artisti Shellina Winkler e Solkide Auer, dalle figure impossibili alle illusioni ottiche, dalle prospettive fantastiche alle costruzioni
3D con gli strumenti di SL.
Carla Broek had made a movie available on Vimeo in which she used images of Virtual Ability and HealthInfo Island (among others) mixed with texts on Sorrow & Hope. Namro Orman (The orange dutch guy) Second Life Medical Library 2.0 HealthInfo Island http://Healthinfoisland.blogspot.com http://SecondLifeSearch.blogspot.com
Sfide, immaginario e simulacri - Incontro del 26 aprile 2009 tenutosi al B2B Club con Fabio D’Andrea (Univ. di Perugia), Valentina Grassi (Univ. Roma1) e Debora Viviani (Univ. di Verona)
Cantoria dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Coro Arcobaleno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ensemble Nino Rota
direttore: Marco Della Chiesa
Della Chiesa
Fantasia su musiche di Nino Rota, per strumenti e coro di voci bianche
Introduzione, dai titoli di testa del film Il Padrino
Parla più piano, dal Padrino
La ballerina del circo snap, da Giulietta degli Spiriti
Bevete più latte, da Boccaccio 60;
I clowns, dall’omonimo film
Viva la pappa col pomodoro, dal Giornalino di Giamburrasca
Rota
Lo scoiattolo in gamba
Milena Vukotič voce recitante
Carmen Romeu
Simone Alberti
Pedro Josè Quiralte Gomez
Cesare Scarton regia
Gennaro Vallifuoco scenografia
Fortuna Briguglio costumista
Claudio Michele Dicorato costumista
Spettacolo - età: 6 - 12 anni. Mostra di dipinti, bozzetti e proiezioni do scena degli allievi della Scuola di Scenografia e del Corso di illustrazione di Gennaro Vallifuoco dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
Lo sapevate che il primo a riconoscere la presenza del caos in un contesto pratico non fu una mamma e nemmeno un fisico bensì un meteorologo? All’americano Edward Lorenz gli effetti del caos apparvero evidenti nel corso delle elaborazioni che stava eseguendo con uno dei primi computer utilizzati per le previsioni meteorologiche negli anni Sessanta. Per accorciare i tempi ricominciò da metà di un vecchio calcolo e immise nel computer dati presi da stampate precedenti. Pensava che il computer avrebbe ripetuto la seconda metà del calcolo precedente e che l’avrebbe poi prolungata. Ma non andò così: le previsioni del tempo ottenute in questo modo cominciarono gradualmente a divergere dal calcolo precedente finché non vi fu più alcuna somiglianza tra le due previsioni. Il computer forniva previsioni tanto discordanti perché Lorenz aveva arrotondato uno dei dati immessi nel programma. I numeri impiegati dal computer avevano al massimo sei cifre decimali. Quando riprese il calcolo interrotto, Lorenz non inserì le tre ultime cifre decimali ed approssimò il dato. Questa differenza così piccola fu sufficiente ad alterare drasticamente le previsioni fornite dalla macchina. Lorenz chiamò tutto questo “effetto farfalla”. Aveva infatti immaginato che il battito d’ali di una farfalla nella foresta amazzonica, in Brasile, avrebbe provocato minuscoli vortici d’aria in grado di modificare il tempo a Londra mesi dopo.
… il cambiamento di stato di un elettrone può influenzare direttamente e istantaneamente lo stato di un altro elettrone dalla parte opposta della galassia senza «agire» su nessun altro oggetto fisico che stia nel mezzo… ( L’inganno del senso _comune )
Deconcatenare i pensieri: il guerriero e i piccioni
in cui prende la parola Matthieu Ricard, filosofo e biochimico francese, genetista molecolare, allievo del premio Nobel Francois Jacob, e ora monaco buttista.
… Sappiamo che
le emozioni durano qualche secondo,
gli umori ad esempio un giorno,
e che il temperamento si forgia nel corso degli anni.
Se vogliamo cambiare, quindi, dobbiamo ovviamente
agire innanzitutto sulle emozioni,
così da facilitare il cambiamento dell’umore che, a sua volta,
si stabilizzerà nella forma di un temperamento modificato.
Dobbiamo in altre parole iniziare a lavorare con gli eventi istantanei che accadono nella nostra mente.
Diciamo che, se badiamo ai minuti, le ore baderanno da sole a se stesse…
Uno dei punti cruciali è … la modalità del concatenamento dei pensieri,
il modo in cui un pensiero ne porta un altro…
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Il mio maestro mi ha raccontato la storia di un capo guerriero del Tibet orientale, che aveva rinunciato alle arti marziali e a tutte le cose mondane per andare in una caverna a meditare.
Rimase in quel luogo per qualche anno.
Un giorno numerosi piccioni si posarono davanti alla caverna e lui diede loro dei semi.
Ma mentre guardava quella schiera di volatili gli vennero in mente le legioni delle quali era stato al comando, e quel pensiero gli riportò alla mente le sue spedizioni -
così gli tornò la rabbia contro i vecchi nemici.
Ben presto la mente gli si riempì di quei ricordi,
tanto che il capo guerriero ridiscese a valle, ritrovò i suoi vecchi compagni e ripartì per la guerra!
un piccolo pensiero possa diventare un’ossessione a tutti gli effetti,
una nuvoletta bianca che si gonfia fino a diventare incombente, scura, percorsa dai fulmini.
Come si affrontano cose del genere?
Quando parliamo di meditazione il termine tibetano corrispondente significa in realtà “familiarizzazione”.
Dobbiamo familiarizzarci con un modo nuovo di affrontare l’insorgere dei pensieri.
All’inizio, quando insorge un pensiero di rabbia, di desiderio o di gelosia,
non siamo preparati ad affrontarlo.
Nel giro di qualche secondo quel pensiero ne ha già fatto insorgere un secondo e poi un terzo,
tanto che il nostro paesaggio mentale si ritrova ben presto invaso
da pensieri che solidificano la rabbia e la gelosia -
e a questo punto è ormai troppo tardi.
Siamo nei guai come quando un’unica scintilla fa bruciare un’intera foresta.
L’intervento più rudimentale consiste nell’”osservare” il pensiero.
.Quando insorge lo si osserva fino a coglierne la fonte.
Bisogna indagare sulla natura di quel pensiero apparentemente cos’ solido.
Mentre lo osserviamo
la sua solidità apparente si scioglie,
tanto che essa sparirà
senza dare origine a una catena di altri pensieri.
Non bisogna tentare di bloccare l’insorgere dei pensieri,
il che è comunque impossibile,
bisogna non permettere loro
di invadere il cervello.
Dobbiamo farlo più e più volte
poichè non siamo abituati
ad affrontare i pensieri in quel modo.
Siamo come
un foglio di carta tenuto a lungo arrotolato.
Se cerchiamo di allargarlo sul tavolo,
tornerà ad arrotolarsi
non appena lo lasciamo andare.
E’ qui che entra in gioco l’addestramento.
Ci si potrà chiedere che cosa facciano le persone in un ritiro,
lì sedute per otto ore al giorno.
Esattamente questo:
si familiarizzano
in un modo nuovo di
affrontare i pensieri quando insorgono.
Quando cominci ad abituarti
a riconoscere i pensieri nel momento in cui insorgono,
è come
riconoscere velocemente qualcuno che corre in mezzo a una folla.
Quando insorge un pensiero
di forte attrazione o di rabbia,
del quale sai che è destinato a sfociare in una
proliferazione di pensieri,
adesso lo sai riconoscere:
“Oh, sta arrivando quel pensiero”
E’ un primo passo di grande aiuto per evitare di essere sopraffatti da quel pensiero.
Quando ti sarai abituato,
il processo dell’affrontare i pensieri
diventa molto più naturale.
Non dovrai lottare e applicare antidoti specifici ad ogni pensiero negativo,
perchè saprai come farlo svanire senza lasciare traccia.
I pensieri si slegano.
L’esempio è quello di un serpente.
Se ha per caso fatto un nodo con il proprio corpo,
puo’ scioglierlo senza sforzo, senza alcun bisogno di aiuto esterno.
Giungerà infine il momento in cui i pensieri andranno e verranno
come un uccello che attraversa il cielo senza lasciare traccia.
L’altro esempio è quello di un ladro, che entra in una casa vuota.
Il proprietario non ha nulla da perdere e il ladro nulla da guadagnare.
Questa è un’esperienza di libertà.
Non si diventa affatto apatici come vegetali,
si conquista invece il dominio dei propri pensieri.
Non riusciranno più a menarti per il naso.
Questo puo’ avvenire soltanto con un addestramento intensivo e un’esperienza vera…
Patrul Rinpoche era un grande eremita, che visse nel XIX secolo.
Una volta disse a uno dei suoi discepoli di andare in una caverna a meditare per sei mesi,
senza pensare ad altro che alla compassione.
All’inizio il sentimento di compassione per tutti gli esseri
è forzatamente intenzionale, artificioso.
Poi la mente si permea gradualmente di compassione,
che finisce per albergarvi senza richiedere alcuno sforzo.
Passati sei mesi, il meditatore, seduto all’imboccatura della caverna,
vide passare, giù nella valle,
un cavaliere solitario, che cantava.
Lo yogi ebbe una premonizione chiara, una forte sensazione
che quell’uomo sarebbe morto nel giro di una settimana.
Poi il contrasto tra la visione di quell’uomo che cantava spensierato e l’improvvisa intuizione lo rese assolutamente triste,
facendogli ricordare l’esistenza condizionata,
quella che i buddisti chiamano “samsara”.
In quel momento la sua mente fu pervasa da una compassione sincera e immensa,
che non scomparve più.
Era diventata una sua seconda natura, e questo è il vero significato della meditazione.
Fu la vista di quell’uomo a fare da molla,
ma l’elemento essenziale era stata la sua familiarizzazione.
Quell’incidente non avrebbe avuto lo stesso effetto se quell’uomo non avesse trascorso i sei mesi precedenti immerso nella compassione…
What is happiness, and how can we all get some? Biochemist turned Buddhist monk Matthieu Ricard says we can train our minds in habits of well-being, to generate a true sense of serenity and fulfillment.
Ruota attorno al cinema, alla sua capacità di raccontare la realtà con linguaggi sempre nuovi, al suo legame con le nuove tecnologie e i nuovi media, all’evoluzione del rapporto con lo spettatore, l’edizione 2009 di Futuro Presente dal titolo SCREEN Gli schermi del futuro che quest’anno ospita, a Rovereto in Trentino, Peter Greenaway, regista di fama internazionale che dall’inizio degli anni Ottanta a oggi ha tracciato un percorso creativo personale e unico all’interno della settima arte.
Nella prima serata - 7 maggio ore 21 - è lo stesso Greenaway a raccontarsi e a fornire elementi e spunti fondamentali, per i temi affrontati dal Festival, nell’incontro dal titolo The cinema is dead but long live the screen.
Questa serendipica breve riflessione sulle origini della computer science ha avuto origine in una calda notte dell’estate 2008, conversando con Papper Papp, persi sull’isola di Crashinlost, in compagnia di un geko…
Crashinlost a tempo di swing
Etymology
The word derives from Serendip, the old Persian name for Sri Lanka,[2] and was coined by Horace Walpole on 28 January 1754 in a letter he wrote to his friend Horace Mann (not the same man as the famed American educator), an Englishman then living in Florence. The letter read,
“It was once when I read a silly fairy tale, called The Three Princes of Serendip: as their highnesses traveled, they were always making discoveries, by accidents and sagacity, of things which they were not in quest of: for instance, one of them discovered that a camel blind of the right eye had traveled the same road lately, because the grass was eaten only on the left side, where it was worse than on the right—now do you understand serendipity? One of the most remarkable instances of this accidental sagacity (for you must observe that no discovery of a thing you are looking for, comes under this description) was of my Lord Shaftsbury, who happening to dine at Lord Chancellor Clarendon’s, found out the marriage of the Duke of York and Mrs. Hyde, by the respect with which her mother treated her at table.”[3]
Serendipity
La parola Serendipità deriva da Serendip, l’antico nome persiano per Sri Lanka. Il termine fu coniato dallo scrittoreHorace Walpole che lo usò in una lettera scritta il 28 gennaio del 1754 a Horace Mann, un suo amico inglese che viveva a Firenze. Serendipità è un neologismo poco usato nella lingua italiana, proveniente dall’assai più diffuso corrispondente ingleseserendipity. Horace Walpole fu ispirato dalla lettura della fiaba persiana“Tre principi di Serendippo” di Cristoforo Armeno nel cui racconto i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un’occasione. La storia descrive le scoperte dei tre principi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche allo spirito acuto e alla loro capacità di osservazione.
Serendipità è dunque - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra. Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l’indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative.
Oltre ad essere spesso indicata come elemento essenziale nell’avanzamento della ricerca scientifica (spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro), la serendipità può essere vista anche come atteggiamento, e - come tale - viene praticata consapevolmente più spesso di quanto non si creda. Ad esempio tutte le volte che si smette di arrovellarsi nel ricordare un nome, nella speranza che l’informazione emerga da sé dalla memoria, in realtà ci si sta affidando alla serendipità.
Una famosa frase per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe: «la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino».
Parti dei meccanismi incompleti di Babbage sono in mostra al London Science Museum. Nel 1991, lavorando a partire dai suoi progetti originali, fu completata una macchina differenziale [1] perfettamente funzionante, assemblata seguendo gli standard disponibili nel XIX secolo, il che sta ad indicare che la macchina di Babbage avrebbe potuto funzionare…
Trovandosi di fronte all’alto numero di errori di calcolo delle tavole matematiche, Babbage pensò di trovare un metodo grazie al quale queste potessero essere calcolate da una macchina, non soggetta agli errori, alla stanchezza e alla noia in cui potevano incorrere i calcolatori umani. Questa idea gli venne già nel 1812. Sembra che Babbage sia stato influenzato da tre fattori: avversione per il disordine, familiarità con tavole logaritmiche, e il lavoro sulle macchine per il calcolo portato avanti da Wilhelm Schickard, Blaise Pascal e Gottfried Leibniz. Nel 1822, in una lettera a Sir Humphrey Davy sull’applicazione di macchine al calcolo e alla stampa di tavole matematiche, Babbage discusse i principi di un motore di calcolo
Babbage presentò il modello di quella che lui chiamò una macchina differenziale (Difference Engine) alla Royal Astronomical Society il 14 giugno1822 in un lavoro intitolato Note on the application of machinery to the computation of astronomical and mathematical tables (nota sull’applicazione di una macchina al calcolo delle tabelle astronomiche e matematiche) [2]. Il suo scopo era quello di creare tabelle di polinomi utilizzando un metodo numerico chiamato il “metodo delle differenze”. La sua idea fu approvata, e ciò gli permise di ricevere un fondo di 1500 sterline dal governo britannico nel 1823. La Royal Astronomical Society lo premiò con la medaglia d’oro nel 1824.
La costruzione di questa macchina iniziò, ma non fu portata a termine. Due cose andarono male. Una fu che l’attrito interno e gli ingranaggi disponibili a quel tempo non erano sufficientemente buoni per realizzare i modelli – le vibrazioni rimasero un problema costante. L’altra era che egli continuò a cambiare idea riguardo al progetto della macchina. Un’ulteriore possibile questione erano le discussioni con i meccanici assunti per il lavoro. Fino al 1833 Reflections on the Decline of Science in England, and some of its Causes furono spese 17000 sterline senza alcun risultato soddisfacente. Il taglio dei finanziamenti da parte del governo inglese lo indusse a scrivere le celebri .
Tra il 1833 e il 1842, Babbage provò di nuovo; questa volta, cercò di costruire una macchina che fosse programmabile per eseguire ogni genere di calcolo, non solo quelli relativi alle equazioni polinomiali. Questa era la macchina analitica. Il progetto era basato sul telaio di Joseph Marie Jacquard, che usava schede perforate per determinare come dovesse essere la trama del tessuto. Babbage adattò questo progetto in modo che generasse operazioni matematiche.
La Macchina Analitica aveva dispositivi di ingresso basati sulle schede perforate, come nel progetto di Jacquard, un processore aritmetico che calcolava numeri, una unità di controllo che determinava che fosse eseguito il compito corretto, un meccanismo di uscita ed una memoria dove i numeri potevano essere mantenuti in attesa del loro turno di processamento. Questo dispositivo fu il primo “computer” al mondo. Un suo progetto concreto venne alla luce nel 1837; tuttavia, in parte a causa di difficoltà simili a quelle incontrate con la Macchina Differenziale, in parte a causa dei conflitti con i meccanici che stavano costruendo i componenti (e che li tennero come merce di scambio in quella che sembra essere stata una disputa sindacale in corso), la Macchina non fu mai costruita. Nel 1842, a seguito di ripetuti tentativi a vuoto di ottenere sovvenzioni da parte del First Lord del Tesoro, Babbage si rivolse a Sir Robert Peel per richiedergli sovvenzioni. Peel rifiutò e offrì invece a Babbage un cavalierato. Babbage a sua volta rifiutò l’offerta. La questione a questo punto ebbe termine.
Ada Lovelace
Babbage in effetti ricevette un sostegno non trascurabile da una fonte. Lady Ada Lovelace venne a conoscenza degli sforzi di Babbage e vi si interessò molto. Promosse attivamente la macchina analitica e scrisse diversi programmi in quello che oggi chiameremmo il Linguaggio assembly della macchina analitica, che tuttavia non furono mai eseguiti effettivamente. Ada Lovelace è quindi considerata il primo programmatore al mondo di computer, almeno in senso teorico.
Ada era figlia del poeta Lord Byron e della matematica Annabella Milbanke. Il padre abbandonò moglie e figlia pochi mesi dopo la sua nascita, e non le rivide mai più.
Su iniziativa della madre, terrorizzata dall’idea che Ada potesse dedicarsi alla poesia come suo padre, venne educata all’età di 17 anni in matematica da Mary Somerville, che aveva tradotto in inglese i lavori di Pierre Simon Laplace e aveva scritto inoltre dei testi utilizzati a Cambridge. La Somerville incoraggiò Ada nel proseguire i suoi studi matematici e tentò inoltre di farle apprendere i principi fondamentali della matematica e della tecnologia ponendoli in una dimensione più vicina alla sfera filosofica e poetica. Augustus De Morgan, professore alla University of London, si occupò negli anni successivi di introdurre Ada a studi di livello più avanzato, inconsueto per una donna del suo tempo, di algebra, di logica, di calcolo. Ada era anche dedita alla musica, in particolare amava suonare l’arpa.
Il 5 giugno1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, Ada ebbe modo di incontrare Charles Babbage, all’epoca vedovo quarantunenne: Ada rimase affascinata dall’universalità delle idee di Babbage, e, interessatasi al suo lavoro, iniziò a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Si occupò di tradurre e commentare in lingua inglese alcuni interessanti articoli dell’italiano Luigi Federico Menabrea sugli sviluppi della macchina proposta da Babbage, con una struttura simile a quella della macchina di Turing, alla base dei moderni calcolatori, formata da un “magazzino” (memoria), un “mulino”, (CPU), e un lettore di schede perforate (input). Con quest’ultimo Ada instaurò una corrispondenza, in cui egli la spinse ad aggiungere le sue note - assai più lunghe dello stesso articolo - e in cui i due si scambiarono idee e sogni sulle possibilità delle macchine analitiche.
Nel suo articolo, pubblicato nel 1843, la Byron descriveva tale macchina come uno strumento programmabile e, con incredibile lungimiranza, prefigurava il concetto di intelligenza artificiale, spingendosi ad affermare che la macchina analitica sarebbe stata cruciale per il futuro della scienza, anche se non riteneva che la macchina potesse divenire pensante similmente agli esseri umani.[1] Come in effetti si è poi verificato.
Ada inoltre corredò il proprio articolo con un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia.
Il suo programma per la macchina, volto a calcolare i numeri di Bernoulli utilizzati per stilare tabelle numeriche, era di gran lunga più complesso di qualunque altro tentativo di Babbage, giustificando pienamente il riconoscimento di Ada come una delle protagoniste principali della storia dell’informatica.
Successivamente, Lady Lovelace intraprese una corrispondenza anche con personaggi illustri come Michael Faraday e John Herschel. Morì il 27 novembre1852, probabilmente per un tumore all’utero, e dietro sua richiesta venne sepolta accanto al padre.
Nell’antologia L’Uomo dei mosaici (Delos Book n. 2, www.delos.fantascienza.com/books) il più volte rimaneggiato racconto Ada è un bellissimo esempio di, chiamiamola con un neologismo, “prevenzione steampunk”. Ambientato nella Londra del 1836 è una raccolta di corrispondenza tra due sorelle, l’una illuminista e legata sentimentalmente allo scienziato Charles Babbage (Ada), l’altra (Allegra) dalla visione più romantica, che vede nel pensiero illuminista la rovina del’umanità. Proprio mentre Babbage, con il supporto di Ada si avvicina sempre più alla realizzazione della famosa “macchina a differenze”, interviene una sorta di “chirurgo del tempo”, un crononauta, lontano nipote della macchina analitica, che riesce a convincere Ada che se la scoperta di Babbage prende davvero forma per l’umanità non c’é più via d’uscita. L’obiettivo finale non è tanto eliminare Babbage, ma con l’aiuto di Ada tagliare tutte le sovvenzioni, comprese quelle di Lord Lovelace, e ritardare il progetto il più possibile, fino alla sua morte naturale. Da qui l’aborto spontaneo del genere steampunk che non può prendere corpo nell’evolversi della narrazione, mancando un elemento chiave di questo genere. Nel post scriptun finale Grasso spiega a proposito delle due sorelle: “George Gordon Byron e Claire Godwin, sorella della scrittrice Mary Shelley, concepirono una figlia illegittima che battezzarono Allegra. Sorellastra di Allegra, Ada Lovelace viene tutt’oggi considerata la prima studiosa di software, la fondatrice delle moderne tecniche di programmazione. Charles Babbage morì nel 1871, lo stesso anno di Augustus DeMorgan. La macchina analitica non venne mai completata.”
Un altro libro ben conosciuto anche nel nostro paese è La macchina della realtà (The Difference Engine) di Bruce Sterling e William Gibson, un lavoro di straordinaria ricchezza e dettaglio. Qui ci troviamo nella Londra del 1855 dove l’era del computer è già realtà (anche in questo caso lo scienziato Charles Babbage ha velocizzato il processo tecnologico con la sua invenzione) e la Rivoluzione Industriale deve vedersela con lo sviluppo di motori cibernetici alimentati dalla forza vapore. Sono molti i personaggi che si daranno da fare in una cospirazione che collega la Gran Bretagna, la Francia di Luigi Napoleone [come non ricordare qui Marie Bonaparte: la Principessa che salvò Sigmund Freud] e la Manhattan di Karl Marx. Si tratta di un libro suddiviso in quattro iterazioni molto movimentato, denso, certamente steampunk, ma anche vera storia di spionaggio. Il critico Glenn Grant l’ha definito sul n. 8 di Science Fiction “E’ una cannonata politica e filosofica. E’ come leggere un lavoro di Conan Doyle, John Le Carre e Thomas Pynchon tutto miscelato assieme”.
C’è un passaggio di questo libro che può riassumere la ricerca dell’utilizzo del computer in un’epoca, quella vittoriana, in cui la tecnologia emergente permette di raggiungere nuove mete. Eccovi un dialogo che mette a fuoco le atmosfere di questo genere narrativo:” –… C’è una richiesta continua di lavoro per le Macchine. In ogni modo, perché la Società Geografica dovrebbe occuparsi di questa faccenda? Perché dirottare fondi dal necessario lavoro di esplorazione in terre straniere? Penso piuttosto che una indagine parlamentare… — Ma il governo manca dell’ampiezza di visione necessaria, del gusto per l’avventura scientifica, dell’oggettività. Ma supponiamo che siano le Macchine della Polizia, invece che quelle dell’Istituto di Cambridge, per esempio. Cosa ne direste in questo caso? — Le Macchine della Polizia? — disse Mallory. L’idea era alquanto straordinaria. — Come potrebbe la Polizia essere d’accordo per prestare le sue Macchine? — Le loro Macchine sono frequentemente inutilizzate di notte – disse Oliphant.”
Rivoluzione Industriale e Rivoluzione Informatica si fondono per dar vita ad uno dei testi a mio avviso più intriganti di questo genere dove la fantascienza tenta di riscrivere il passato dando un volto nuovo al futuro.
Alistair Sinclair, What is philosophy? : an introduction
by Midwest Book Review (Amazon user published 2008-08-12 )
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What Is Philosophy? An Introduction is a serious-minded yet accessible text for readers of all backgrounds, about the origins and history of the mental discipline of philosophy, from the early Greek and classical Greek era to medieval times to the seventeenth, eighteenth, nineteenth, and twentieth centuries.… Read more
What Is Philosophy? An Introduction is a serious-minded yet accessible text for readers of all backgrounds, about the origins and history of the mental discipline of philosophy, from the early Greek and classical Greek era to medieval times to the seventeenth, eighteenth, nineteenth, and twentieth centuries. Further chapters explore the core and peripheral subjects discussed by philosophy, twentieth-century philosophical movements, and well-known philosophical problems revolving about such fundamental issues as free will, time, truth, facts and values, personal identity, and more. A thoughtful, exhaustively researched, and well-grounded primer, What Is Philosophy? An Introduction lives up to its title - a more difficult task than one might first guess, considering the complexities of the subject. Highly recommended, especially for public and college libraries, and as a textbook for Philosophy 101 courses. “Nietzsche wrongly thought that when the authority of religion is overthrown, a nihilistic view is inevitable, namely, that the world is valueless, purposeless and amounts to nothing… Nietzsche failed to appreciate that truth is a process and not an end in itself. We are responsible for creating our own values and finding our own meaning in life. Religion is just one way of doing this and has become inadequate for our present purposes. Presumably, his theory of eternal recurrence prevented him from thinking of cultural change and improvement since, in his view, everything comes back to the same thing in the end.”
Sinclair’s research interests include the design and analysis of randomized algorithms, computational applications of stochastic processes and nonlinear dynamical systems, Monte Carlo methods in Statistical Physics, and combinatorial optimization. With his advisor Mark Jerrum, Sinclair investigated the mixing behaviour of Markov chains to construct approximation algorithms for counting problems such as the computing the permanent, with applications in diverse fields such as matching algorithms, geometric algorithms, mathematical programming, statistics, physics-inspired applications, and dynamical systems. This work has been highly influential in theoretical computer science and was recognised with the Gödel Prize in 1996.[1] A refinement of these methods lead to a fully polynomial time randomised approximation algorithm for computing the permanent, for which Sinclair and his co-authors received the Fulkerson Prize in 2006.[2]
Nel 1995 è apparso sul “British Journal for the History of Philosophy” un articolo di Alistair Sinclair The Failure of Thomas Reid’s Attack on David Hume, nel quale si racconta di come essendo ancora in vita Hume, Reid gli sottoponesse, per il tramite di un comune amico, Hugh Blair, la sua critica alla dottrina di Hume circa la corrispondenza fra le impressioni e le idee, che per Hume è biunivoca, a ogni impressione corrisponde un’idea nella nostra mente e viceversa. Reid, al contrario, ricorrendo a quello che in matematica come in logica si chiama un artificio, interpone tra impressione e idea, l’agire di una legge naturale sui sensi dell’uomo, in base a cui si passerebbe dalla sensazione intesa come dato puramente soggettivo e affettivo alla percezione, nella quale si realizza la presenza dell’oggetto appreso. Sarebbe questo il punto d’origine di una divergenza d’opinioni su cui, nell’ambito della Scuola Scozzese sarebbero sorte questioni senza fine circa i termini esatti da usare per definire il problema(12). Di tali questioni Sinclair coglie l’origine nel disaccordo tra Reid e Hume, con Reid che ha avversione per la nozione di “idea” e Hume che si ostina a vedere, con qualche ragione, una differenza fra il termine “sensazione” caro a Reid e il termine “impressione” a cui lui accorda una chiara preferenza.
When Holy Avalokiteshvara Bodhisattva performed the deep practice in the Perfection of Transcendent Wisdom, he contemplated that there were five aggregates but observed that they were devoid of essential nature. http://www12.canvas.ne.jp/horai/heart-sk.htm
Heart Sutra
(1) Sanskrit-English
Translated by Zuio H. Inagaki
Laboratorio di Tecnologie Educative (LTE)
Conoscenza connettiva (Blog) Lisa Tebaldi( Facebook )
*Connectivism e Knowledge Connective*
Una nuova teoria dell’apprendimento nell’era digitale
“La connettività è questo: trovare dei metodi che facciano procedere insieme i pensieri in tempo reale, che facciano pensare più rapidamente in gruppo” Derrick De Kerckhove
* wiki del gruppo* http://it.conoscenzaconnettiva.wikia.com/wiki/Pagina_principale
2. “Con l’espressione e-learning ci riferiamo agli ambienti on line per la costruzione condivisa del sapere: i percorsi formativi del “vero” e-learning valorizzano l’assunzione di responsabilità del soggetto che apprende, l’importanza della costruzione progressiva e condivisa degli elementi costitutivi del sapere, la fruizione di una pluralità di ambienti operativi (forum, wiki, chat, file di gruppo) che interagiscono tra loro e consentono agli utenti di collaborare per l’elaborazione di interpretazioni condivise e di nuovi elementi di conoscenza: il vero e-learning favorisce l’apprendimento significativo e sollecita l’interpretazione delle organizzazioni del lavoro come comunità di apprendimento.”
“L’esperienza della formazione on-line, inoltre, apre spazi alla creatività, perché permette a ognuno di esprimersi al di fuori delle regole e delle logiche di contesto quotidiane, in un ambiente libero dai tradizionali vincoli spazio-temporali in cui è possibile sperimentarsi, sostenuti dalla dimensione del piacere nell’apprendere e dall’emozione dell’esperienza; creatività, dunque, nell’inventare, nel proporre collegamenti originali tra risorse apparentemente distanti, nel rintracciare linee di senso non evidenti, nello sperimentare una dimensione “autoriale” raramente agita nell’attività lavorativa quotidiana, nell’essere promotori e fautori di una proposta.”
“… è più corretto utilizzare l’espressione e-teaching.Mi riferisco alle situazioni in cui le piattaforme si limitano a proporre agli iscritti una serie di Unità didattiche, eventualmente organizzate in Moduli e/o suddivise in Unità formative, quasi sempre corredate di attività valutative di tipo oggettivo, di un glossario e di attività esercitative: nulla di concettualmente diverso da quello che proponeva la gloriosa Scuola Radio Elettra, a parte le potenzialità multimediali e di editing offerte dalle tecnologie digitali (l’unico elemento innovativo è l’ambiente forum, ma il più delle volte il suo utilizzo non è didatticamente curato e valorizzato, e si limita di fatto a una libera iniziativa degli utenti).
intervista a Alberto Quagliata
Professore Associato di Didattica generale e di Tecniche della Formazione a Distanza presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre; esperto di e-learning, collabora da anni con il mondo del lavoro in progetti di formazione in presenza e on line. a cura di Alessia Vagliviello
Esperta di formazione e consulenza alle aziende
3. Dalle reti telematiche alla connettività
di De Kerckhove (laudatio-lectio)
La forma della coscienza nelle reti telematiche è di nuovo molto
differente. Sebbene siamo ancora segnati dalla cultura alfabetica e
manteniamo l’illusione di una indipendenza ermetica, sempre più il
nostro pensiero si sta sviluppando facendo sorgere dubbi sul nostro
splendido isolamento. Francisco Varela ci ha aiutato a capire che la
mente è condivisa, incorporata, emergente e sempre in movimento.
Coscienza ecologica, intelligenza collettiva o connettiva, conoscenza
distribuita, pensiero di gruppo rappresentano le varie definizioni che
sono state date a differenti aspetti dello stesso fenomeno.
Un esempio di come le caratteristiche specifiche dell’elettricità
creino questa condizione ci proviene dai blog.
Il blog è l’anima del cyborg, emerge dall’identità personale
attraverso la costruzione del proprio network, la pubblicazione di se
stessi e la connessione costante al gruppo di interesse. Si tratta di una
vera e propria confessione pubblica in rete, che ci identifica come
persona digitale, in un nuovo spazio ibrido, fatto di pubblico e privato,
di oralità e scrittura.
Il blog è un diario pubblico in forma di ipertesto che include il
lettore, la rete e soprattutto l’indice di tutti gli argomenti. È la prima
creatura della rete che dimostra la vera maturità del mezzo. Non credo
sia un’esibizione dell’io, ma piuttosto del rapporto con gli altri.
La validità dei blog è quindi direttamente proporzionale a quella
della comunicazione tra la gente. Quando una o più persone parlano
tra loro, realizzano una condivisione di forze che va a vantaggio di
ogni singolo partecipante alla discussione, durante la quale si tenderà
a dare maggiore credito a chi comunica le informazioni più
interessanti. Lo stesso accade con i blog, i cui gestori si guadagnano la
reputazione sul campo: se da un lato le notizie da loro diffuse non
hanno nessun tipo di filtro, dall’altro si auto-garantiscono in base
all’affidabilità di quello che scrivono. Nel caso del conflitto bellico,
questo aspetto è ancora più importante. Solo i blog che sono in grado
di diffondere informazioni e opinioni realmente alternative,
sottolineando aspetti di guerra che i media tradizionali non lasciano
passare (aspetti personali, materiale fotografico non allineato,
documentazioni riservate…) conosceranno un successo di critica e di
pubblico.
Il blog è quindi la creatura più matura della rete e rappresenta oggi
un luogo interessante di messa in scena dell’intelligenza collettiva. È
creato da molte persone contemporaneamente che vi contribuiscono
spontaneamente e liberamente verificando in tempo reale le loro
conoscenze e le loro opinioni sui principali argomenti di interesse
comune. L’intelligenza connettiva è sempre esistita all’interno delle
società animali, e alcune di esse, come le formiche o le api, riescono a
sopravvivere solo grazie a essa. Ciò che quindi fa la tecnologia è
selezionare e specificare quali, tra le tante possibili configurazioni
sensoriali e cognitive, sono quelle appropriate per il proprio utilizzo
nella società umana. Storicamente, ogni stadio, ogni nuovo sviluppo
nella connettività determinato dall’elettricità, dal telegrafo alla rete, è
stato un passo verso l’intelligenza connessa e condivisa; il dialogo
stesso tra le persone è un primo esempio di questo. Ciò che accade
oggi è che l’elettricità sta diventando cognitiva e sensoriale proprio
mediante la digitalizzazione; il digitale è quindi la seconda fase
dell’elettricità.
L’elettricità infatti, e l’elettronica, si caratterizzano attraverso la
luce, il calore, l’energia, nonché il trasporto e la distribuzione del
segnale; il digitale invece si caratterizza attraverso il comando e il
controllo delle operazioni, nonché attraverso il linguaggio e le
immagini in un complesso materiale cognitivo e interconnesso.
Attraverso gli schermi digitali è possibile incontrare altre persone,
altre intelligenze, e tenere una perfetta registrazione di questi incontri,
in cui poter andare a pescare in un secondo tempo come in una
memoria perfetta ma condivisa con altri utenti.
L’intelligenza connettiva è già globale, lo può diventare ancora di
più così che sempre più persone potranno essere connesse con ancora
più persone; non potrà mai essere un singolo, grande blocco di
intelligenza ma sarà sempre la somma di diverse entità. I network
sono selettivi e la loro natura sarà di diventare sempre più precisi e
pertinenti. I blog per esempio, che combinano unità sociali e
tecnologiche per realizzare una singola entità vivente o il web
semantico potrebbero quindi accelerare fortemente lo sviluppo
dell’intelligenza connettiva.
4. da Psico-tecnologie:
Interfaccia del Linguaggio, dei Media e della Mente
di Derrick de Kerckhove
“Tecnopsicologia
Le pratiche dell’ hyperthinking presuppongono che la produzione del significato sia sempre
più o meno condivisa, anche se il più delle volte, tale condivisione non viene riconosciuta a
causa della prevenzione da parte della cultura letteraria occidentale. Qual’è la conseguenza
di questa evoluzione? Stiamo passando da un telespettatore lettore, da una cultura sensibile
al telespettatore a una cultura dell’utente, dell’interattore. E’ necessario sviluppare una
nuova psicologia, sostenuta da una nuova epistemologia, un nuovo sapere sulle modalità
attraverso le quali conosciamo le cose. Ora iniziamo a scorgere una struttura nello sviluppo
e nella distribuzione della mente e dei media. Abbiamo visto l’individuo modellato dalla
lettura e dalla scrittura con l’alfabeto, abbiamo visto la dimensione collettiva che è stata
modellata dalla radio e dalla televisione. In tutto il mondo stiamo sviluppando un nuovo
tipo di mente che va ben oltre la dimesione collettiva. E’ la mente connettiva. E la rilevanza
di tutto ciò è che il connettivo permette di integrare reciprocamente sia la psicologia del
gruppo, sia quella del singolo. Questo è il messaggio reale dell’ipertestualità. La mente
connettiva non esattamente quella del singolo che si distacca dal gruppo, come quella del
lettore che non guarda la televisione; né è parte di una massa priva di identità, come quella
di colui che guarda solo la televisione e che non legge mai. Ora ci troviamo in contesto
connettivo in cui possiamo coltivare e mantenere un’identità privata, ma anche condividere
l’elaborazione delle informazioni insieme ad un gruppo selezionato senza essere spazzati
via dell’identità del gruppo. Una volta avuta la consapevolezza di questo, abbiamo bisogno
di sviluppare nuove competenze. Abbiamo bisogno di ampliare la nostra capacità risposta
ad un nuovo tipo di responsabilità nell’elaborazione delle informazioni. E’ necessario
sviluppare un nuova branca della psicologia generale, che abbia lo stesso status della
psicologia “dello sviluppo” o “infantile”, la tecnopsicologia, la scienza che Gustav Jung ha
già invocato, senza averla mai perseguita, lo studio delle relazioni reciprocamente
condizionanti tra tecnologia e psicologia.”
Potete trovare link alle pagine segnalate e teleport in
Questo documentario (l’universo elegante) fornisce una buone descrizione della teoria delle stringhe, che unisce la fisica quantistica e la teoria della relatività. [parole chiave : fisica quantistica fisica subatomica teoria delle stringhe campo del punto zero nikola tesla einstein bohr schrodinger plank doppia fenditura luce fotoni ondulatoria particellare realtà osho sannyas sannyasin krishnamurti gurdjieff meditazione scienza nuove scoperte accelleratore nucleo protoni elettroni quark illusione verità libertà david icke beppe grillo nwo nuovo ordine mondiale rfid]
Il connettivismo è stato soggetto anche a critiche su parecchi fronti. Pløn Verhagen ha sostenuto che il connettivismo non è una teoria dell'apprendimento, ma piuttosto una “visione pedagogica.”[5] Verhagen afferma che le teorie dell'apprendimento dovrebbero trattare del livello educativo (come si impara), invece il connettivismo si rivolge al livello curricolare (che cosa si impara e perché si impara). Bill Kerr, un altro critico del connettivismo, crede che, sebbene le tecnologie influenzino gli ambienti di apprendimento, le teorie attualmente esistenti sono sufficienti per spiegare la riflessione sui modi di prodursi della conoscenza nell'era digitale.[6] Anche Antonio Calvani mette in guardia dai facili entusiasmi, soprattutto quando in queste teorie si cerca di coinvolgere il mondo della scuola pretendendo che essa si adegui ai nuovi principi sottovalutando la complessità di operazioni tecniche e cognitive cui si perviene solo dopo un lungo ed articolato percorso formativo, percorso basato anche sull'apporto della cultura tradizionale. " Un trasferimento selvaggio del connettivismo alla scuola può indurre a credere che basti mettere gli allievi in rete per produrre conoscenza, consolidando quel famoso stereotipo diffuso, secondo cui più tecnologie si usano, in qualunque modo lo si faccia, e meglio è per l'apprendimento."[7]