Questa e' una semplice interfaccia al nuovo Search di Second Life, che e' basato su web e attinge ai dati di Linden Lab.
I risultati sono gli stessi che si possono ottenere effettuando la ricerca dentro Second Life usando il client.
PASADENA - Al centro di controllo di Pasadena hanno salutato l'evento con il consueto applauso liberatorio. Che è scattato al primo segnale inviato dalla superficie di Marte dalla Spirit, venti minuti dopo l'atterraggio sul pianeta rosso
Art&Astronomy
"Mi hanno definito pazzo, ma non si è ancora risolto il problema se la follia sia o meno la forma più elevata di intelligenza, se molto di ciò che è illustre, se tutto ciò che è profondo, non sgorghi da una malattia del pensiero, da atteggiamenti della mente esaltati a spese dell'intelletto generale"
Edgar Allan Poe
Ho la passione per l'astronomia fin da bambina....quella per l'arte, in particolare per i trompe l'oeil, risale a qualche anno fa... Il Sistema Solare
Dati generali e immagini di tutti i pianeti del nostro sistema
http://www.photosig.com/
Community featuring a unique photo critique system and lively discussion forums
Agnese (artista tra l'altro di decoupage) segnala anche questo sito, con link oltre che sulla Sardegna anche a raccolte di musica: www.sardegnamania.com
La Ghilarza, in Sardegna Comunità Protetta, Casa Famiglia, dà ospitalità e assistenza di tipo residenziale, a persone con disagi mentali e familiari (segnalata da Moluel)
Lo Scandaglio
in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.
“A Milano una rassegna artistica sul tema della pornografia e dell’ erotismo. Una mostra non “facile” in una città che spesso ha adottato la censura come unico mezzo di confronto su questi temi.”
Mah… mi chiedevo proprio oggi come mai Milano appaia così spenta, nella Prima e Seconda Vita (in confronto a Roma ad esempio). Strano che una città così vivace per almeno un trentennio, dagli anni ‘60, e così proiettata nel futuro, dopo essersi ridotta a “Milano da bere” ora si svenda al porno, seppur accostato a parole complesse, come
Arte, Erotismo, Umorismo.
A me, sarà che sono ancora in attesa che INIZI il 2000, sembra solo una furbata commerciale, che non promette nulla di buono in vista dell’Expo del 2015, una Milano di (porno)plastica, più siliconata che certe regioni di Second Life…
Mi trovate bacchettone? A me pare solo una questione di “gusto’, ma se mi sbaglio correggetemi pure!
Così scrissi, ahimè, prima di andare di persona a visitare la galleria e conoscere gli organizzatori.
Effetto distorcente del Web 2.0 e di Second Life utile per venire a conoscenza di eventi ed esposizioni, ma insufficiente a ‘renderne l’idea’, che solo l’immersione nel reale e l’incontro possono consentire?
La galleria è molto bella, e i suoi creatori molto simpatici e… audaci! Bravi!
Un invito a uscire dal Mondo Virtuale, ed entrare in una Galleria realmente esistente, che vive e cresce con la passione dei suoi organizzatori!
Conferences open participatory workshops events DemoCamp Health Science Research Ethics Politics Bioethics Bioetica Scienza Ricerca Testamento biologico Etica Partecipazione Politica. By Centro Mimir
Nessuno tocchi CainoObiettiviNessuno tocchi Caino è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. E’ un’associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e costituente il Partito Radicale Transnazionale.Il nome è tratto dalla Genesi. Nella Bibbia non c’è scritto solo “occhio per occhio, dente per dente”, c’è scritto anche: “Il Signore pose su Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”. Nessuno tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta.La pena di morte non attiene alla sfera delle convinzioni religiose. Il problema non è la Bibbia né il Corano: molti paesi cristiani praticano la pena di morte; non pochi paesi islamici l’hanno abolita. Il problema è la traduzione letterale di testi millenari in norme penali e prescrizioni valide per i nostri giorni, operata a fini politici.Il 98% delle esecuzioni nel mondo avviene in paesi autoritari e illiberali come Cina, Iran, Arabia Saudita… La soluzione definitiva del problema sta proprio qui e, prima che l’abolizione della pena di morte, riguarda l’affermazione della democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani. E’ vero che la democrazia di per sé non significa ‘no’ alla pena di morte (basti pensare agli Stati Uniti), ma è altrettanto vero che solo in un sistema democratico l’abolizione può essere concepita e durare nel tempo. Anche i dittatori la possono abolire, da un giorno all’altro e per decreto, come pure da un giorno all’altro e per decreto la possono ripristinare.Una moratoria universale delle esecuzioni stabilita dalle Nazioni Unite, è il nostro principale obiettivo. L’abolizione non può essere imposta per decreto, mentre la moratoria può essere il luogo di incontro tra paesi mantenitori e paesi abolizionisti: gli uni farebbero un passo in avanti verso l’abolizione, gli altri riuscirebbero a salvare migliaia di vite umane. L’esperienza ci dimostra che dopo alcuni anni di moratoria difficilmente si torna indietro, spesso si procede verso la completa abolizione. E’ accaduto nella ex Unione Sovietica, nella ex Iugoslavia e nel Sudafrica che ha abolito la pena di morte dopo cinque anni di moratoria.La campagna per la moratoria ONU è partita dall’Italia su impulso di Nessuno tocchi Caino. Nel 1994, per la prima volta, una risoluzione fu presentata all’Assemblea Generale dell’ONU dal Governo italiano. Perse per otto voti. Dal 1997 su iniziativa italiana e dal 1999 su iniziativa europea, la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani ha approvato ogni anno una risoluzione che chiede “una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della completa abolizione della pena di morte”. La campagna potrà dirsi conclusa quando un testo simile verrà approvato anche al Palazzo di Vetro.Il Rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino, pubblicato dal 1997, riporta paese per paese fatti di cronaca, avvenimenti politici e giuridici, dati statistici e studi comparativi sotto diversi profili della questione pena di morte. Si è dimostrato essere uno strumento fondamentale per coloro che nel mondo sono impegnati nella lotta perché si affermi un nuovo diritto umano: non essere uccisi a seguito di una sentenza o misura giudiziaria.http://www.nessunotocchicaino.it
# Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d’incoscienza. Non diamo a questa iniziativa alcun segno di appartenenza partitica, ma ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta. Mettiamo al centro l’esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico. Vogliamo farci ascoltare da chi siede in parlamento e vota le leggi. L’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati. Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana. Fammi scegliere, voglio il testamento biologico, voglio una buona legge.
Il BarCamp “esperimenti democratici” (i video - le foto), un laboratorio per il cambiamento politico, una finestra sulla crisi della (non)democrazia, ma soprattutto sugli esperimenti necessari per contrastarla, dando voce a comitati, cittadini attivi e associazioni.
Il locale nacque nel 1960 in una cantina di via Garibaldi, nel quartiere romano di Trastevere: inizialmente era lo studio del pittore e musicista afroamericano Harold Bradley, nel quale si riunivano altri artisti, pittori e musicisti. Per evitare problemi legati al disturbo della quiete pubblica, fu quindi creato come “circolo culturale” e si trasformò quindi in un vero e proprio locale per ascoltare musica, prevalentemente rivolto alla musica americana .
Nel 1967 Bradley tornò in America e la direzione del locale passò a Giancarlo Cesaroni (il simbolo del locale, una mano bianca che stringe una nera, stava a rappresentare proprio il passaggio del testimone da Bradley a Cesaroni[1]): con la nuova gestione il locale intensificò la presentazione di nuove proposte musicali, curando anche i rapporti con la stampa e l’informazione. I generi musicali trattati andavano dalla musica popolare (inizialmente gospel e spirtual e quindi musica sudamericana, irlandese e africana), al jazz, alla canzone d’autore.
L’attività del locale, spostato in seguito in varie sedi, è continuata fino al 1998. Dopo la scomparsa di Giancarlo Cesaroni, l’Associazione Folkstudio ‘88 ha donato il materiale di archivio (locandine, fotografie, audiocassette e nastri con alcuni dei concerti registrati) alla Discoteca di Stato.
Nel 2000, Claudio Lolli ha inserito nel suo album Dalla parte del torto la traccia Folkstudio, tributo allo storico locale romano.
E’ morto a Roma a 65 anni Giancarlo Cesaroni, fondatore del Folkstudio, il locale di Trastevere che negli anni ’60 fu luogo di ritrovo e “palestra” per (allora) giovani cantautori quali Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Ivan Della Mea e Giovanna Marini, ma anche per musicisti jazz e d’avanguardia.
Nel 1961 il Folkstudio (vuole la leggenda) ospitò persino Bob Dylan, a quel tempo praticamente sconosciuto in Italia, che si esibì per un pubblico ristrettissimo di intenditori.
Studioso, custode ed archivista
del tesoro che Giancarlo Cesaroni ci ha lasciato
Ci troviamo alla Discoteca di Stato, in via Caetani a Roma, nel bellissimo palazzo Antici Mattei che si trova in pieno centro,dietro Piazza Venezia tra via delle Botteghe Oscure e piazza del Gesù in una strada tristemente nota alla fine degli anni ’70 per il ritrovamento del corpo del presidente Aldo Moro. Il caso o uno strano destino mediatico hanno voluto che fosse il luogo dove vengono conservati tutti i documenti e produzioni audiovisive del nostro paese ma che verrà presto mantenuto solo come sede ufficiale dopo il trasloco nella ben più grande e moderna collocazione del Palazzo della Civiltà e del Lavoro all’Eur. Siamo qui con Luciano Ceri che posso definire uno dei massimi esperti della canzone popolare e d’autore nel nostro paese (fondamentale il suo libro del 1996 su Lucio Battisti “Pensieri e parole. L.B. Una discografia commentata” ed.Tarab e altrettanto lo è il suo lavoro sull’archivio del Folkstudio che mi ha portato qui), apprezzato conduttore radiofonico, musicista e musicologo oltrechè caro amico… (segue)
Versione live di Folkstudio inserito nel CD “Dalla parte del torto”
“Staremo sempre lì, seduti dalla parte del torto, con i minimi del nostro mondo, solo perché siamo fatti così e i minimi ci piacciono: i bambini, i vecchi, i poveri, i ladri, gli zingari, i drogati, etc., etc… Gli altri metteteli voi nella lista”
E poi del resto la gente nei bar
vuole battere i piedi,
e scaldarsi di fiati e risate…
col freddo che c’è
e la musica è carta da zucchero
in mani bruciate
a scandirsi un bel tempo di vita
che vita non è
Ed è chiaro che i giorni che passano
lasciano il segno
nelle tasche nei pugni nei sogni
negli occhi che ho.
poi m’incanto, mi fermo e magari
m’invento un disegno
carta verde, lontana, gonfiata
da un vento del sud
E’ lontano quel fiato di mare
e sei lontano anche tu
e non è proprio questione d’amore
è qualcosa di più.
E’ qualcosa che rompe le tasche
senza fare din din
una musica sciocca che esce
da un bel telefilm
respirare nel cielo del mondo
e non poterlo toccare
l’allegria è un pallone rotondo
che non sa dove andare
E del resto la gente alla fine
vuole muovere i piedi
e scalare montagne davvero
più alte di te
che rimani col fiato di vino
a soffiare vetrate
la tua musica un soldo di zucchero
che aspetta un caffé
C’è di nuovo la luna nel cielo
forse è la TV
non è proprio questione d’amore
è qualcosa di più.
[ Folkstudio Lyrics on http://www.lyricsmania.com/]
Proviamo a metterla così: nel sussidiario di mio figlio vedo un fumetto, un indiano, arroccato su una collina, con una coperta abilmente maneggiata, emette segnali di fumo. Il nemico, l’orrido nemico yankee, lo sterminatore, è vicino, e l’indiano parla con i suoi, perduti, amici.
Oppure proviamo a metterla così: Giancarlo Cesaroni ha tenuto aperto per decenni a Roma un locale squallido e affascinante: squallido dire (ancora) che ci è passato il grande Dylan, affascinante dire anche che ci è passato tutta la migliore musica d’Italia.
Certo, Giancarlo era, nel suo Folkstudio, un fondamentalista dei generi, quindi niente rock, niente pop, ecc… Si è perso una bella fetta di vita, ma ce ne ha regalata una ancora più grande. Perché Giancarlo, e l’indiano, erano seduti nel posto giusto, che poi era l’unico posto libero: il posto sbagliato, quello di quelli che hanno torto, che hanno (per adesso) perso la mano, di quelli che il poker e i cavalli hanno rovinati, che mangiano ogni tanto e spesso se ne dimenticano. Così ci è venuta in mente quella frase (o quel verso, non ricordo) di Bertolt Brecht, poeta comunista e quindi oggettivamente noioso e scandaloso: “ci siamo seduti dalla parte del torto / perché ogni altro posto era già occupato”, perché tutti i nostri amici, e noi stessi, parliamo, emettiamo segnali di fumo, da posti lontani, piccoli, da siti poco frequentati, per quanto globalmente (sic!) fruibili. ci siamo, ci stiamo, arroccati in quella collina, e vogliamo continuare a starci. Adoro la musica leggera, mi piacciono tutti, da Nek a Jovanotti, ma dalla nostra collina, vorremmo emettere dei fumi diversi: è possibile parlare nel mondo senza pensare-positivo, senza buonismi e cattivismi e presunzioni, senza dire troppo, ma dicendo qualcosa.
Staremo sempre lì, seduti dalla parte del torto, con i minimi del nostro mondo, solo perché siamo fatti così e i minimi ci piacciono: i bambini, i vecchi, i poveri, i ladri, gli zingari, i drogati, ecc… ecc… Gli altri metteteli voi nella lista: sapete da quale parte trovarci: dalla parte del torto.
Tutto bello, tutto valido e quasi entusiasmante... anche se tutto alla fine, forse distorto e sfigurato dallo scorrere degli annunci su Facebook, sembra una PARODIA di quello "Staremo sempre lì, seduti dalla parte del torto, con i minimi "... prevale l'odore del busine$$, della visibilità spinta, reale e virtuale, del farsi spazio e darsi visibilità sgomitando, anche se poi i Moleskine diventano sempre più piccoli, quasi scompaiono, e si ritorna tutti... minimi.
Is Second Life communication, outside of the institutional and well organized conferences, classes, events, and in particular at Caffe’ Freud, or at psychological (living experiences sharing) meetings chaotical for intrinsic reasons?
And why? Is it a good, normal, liberatory, free, anarchist way of expression of our fractal emotions and SL experiences… or is it a limit ?
Anybody is welcome suggesting another own topic at the beguinning of our session.
Once we’ll choose one, please each one keep the choosen topic!
People landing on the ground (from SL Events) should teleport themselves in the sky, or IM me for a TP!
Second Front - Spawn of the Surreal (Live at NMConnect) - 04:40 - 24/apr/2007 Second Front - slfront.blogspot.com
Second Front is a pioneering avatar performance art group in the virtual world, Second Life - www.slfront.blogspot.com www.secondlife.com For this performance, Second Front pretented to host a conservative theatrical performance event at NMConnect. Posing as ushers, SF convinved the audience to take a seat while waiting for the “performance” to begin. The unsuspecting audience eventually found out that they were in fact the performers! Once they sat down, they mutated into the Spawn of the Surreal! Ushers: Wirxli Flimflam (Jeremy Owen Turner) Tea Chenille (Tanya Skuce) Tran Spire (Doug Jarvis) Man Michinaga (Patrick Lichty) Great Escape (Scott Kildall) Gazira Babeli Lizsolo Mathilde (Liz Solo) Aliseiborg Zhaoying (Penny Leong Browne). Performers: The audience at NMConnect (Chaos sim). Man Michinaga (Patrick Lichty) = editor and videographer. Curator: In Kenzo. This performance took place on February 11, 2007. http://slfront.blogspot.com/2007/02/sunday-february-19th-2007-hello.html
Second Frontis a pioneering avatar performance art group in the virtual world, Second Life - www.slfront.blogspot.com www.secondlife.com
For this performance, Second Front pretented to host a conservative theatrical performance event at NMConnect. Posing as ushers, SF convinved the audience to take a seat while waiting for the “performance” to begin. The unsuspecting audience eventually found out that they were in fact the performers!
Once they sat down, they mutated into the Spawn of the Surreal!
Ben prima di George Orwell e del suo romanzo1984, Lang ipotizza un possibile 2026, esattamente 100 anni di distanza da quello di produzione del film, nel quale le divisioni classiste sembrano accentuarsi; negli sfavillanti grattacieli di Metropolis, infatti, vivono gli industriali, i manager, i ricchi e nel sottosuolo vivono gli operai confinati in un ghetto, di cui i ricchi sembrano neanche ricordarsi; il capo di tutto questo è il malinconico scienziato John Fredersen (Alfred Abel), che vive in cima al grattacielo più alto, quello coi rostri come piste di atterraggio per aerei (abbatstanza evidente è il richiamo al Chrisler Building di New York); suo figlio Freder (Gustav Frölich) vive in un irreale giardino dell’Eden, popolato da sensuali fanciulle. Improvvisamnte irrompe nel giardino l’insegnante e veggente Maria (Brigitte Helm), accompagnata dai figli degli operai, che lo invita a guardare i “suoi fratelli”, in un forte campo-controcampo a 180°.
Freder rimane così colpito dalla visita di questa donna che decide di visitare il sottosuolo e immediatamente si rende conto delle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare gli operai, i quali anche se stremati non possono commettere il minimo errore pena l’esplosione della macchina e la morte dei meno fortunati, evento a cui Freder assiste. Ancora in preda alle allucinazioni, dovute allo scoppio e ai fumi fuoriusciti, vede la macchina come un grande Moloch che ingoia le sue vittime umane (il riferimento è al film Cabiria, del 1916); sconvolto da tanto orrore e brutalità decide di parlane con suo padre per far cambiare le cose.
Il padre non sembra interessarsi alle questioni del figlio e giustifica le morti avvenute durante lo scoppio come un “normale rischio” a cui gli operai devono sottostare loro malgrado. Freder non è per niente convinto e chiede al padre cosa farebbe se gli operai si ribellassero; il padre non risponde ed è evidente che è un’eventualità a cui i borghesi non sembrano preparati.
Music: Juni/nnoiz
Animations: Sca
Costumes: Josina
Dance Podium: Elfod
This scene has two distinct elements that merge and entwine, without any defined boundary or cross-over point…
SLURL: http://slurl.com/secondlife/Benvolio/77/79/22