Questa e' una semplice interfaccia al nuovo Search di Second Life, che e' basato su web e attinge ai dati di Linden Lab.
I risultati sono gli stessi che si possono ottenere effettuando la ricerca dentro Second Life usando il client.
PASADENA - Al centro di controllo di Pasadena hanno salutato l'evento con il consueto applauso liberatorio. Che è scattato al primo segnale inviato dalla superficie di Marte dalla Spirit, venti minuti dopo l'atterraggio sul pianeta rosso
Art&Astronomy
"Mi hanno definito pazzo, ma non si è ancora risolto il problema se la follia sia o meno la forma più elevata di intelligenza, se molto di ciò che è illustre, se tutto ciò che è profondo, non sgorghi da una malattia del pensiero, da atteggiamenti della mente esaltati a spese dell'intelletto generale"
Edgar Allan Poe
Ho la passione per l'astronomia fin da bambina....quella per l'arte, in particolare per i trompe l'oeil, risale a qualche anno fa... Il Sistema Solare
Dati generali e immagini di tutti i pianeti del nostro sistema
http://www.photosig.com/
Community featuring a unique photo critique system and lively discussion forums
Agnese (artista tra l'altro di decoupage) segnala anche questo sito, con link oltre che sulla Sardegna anche a raccolte di musica: www.sardegnamania.com
La Ghilarza, in Sardegna Comunità Protetta, Casa Famiglia, dà ospitalità e assistenza di tipo residenziale, a persone con disagi mentali e familiari (segnalata da Moluel)
Lo Scandaglio
in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.
We are headed towards a morally bankrupt world wherein our ethical intelligence lay suffoated and confused. Equation of time to money, man to machine and life to a sullen burden, mark our postmodern era. The ruthlessness of our world accentuated by heedlessness of our conscience, batters our souls to weightless dusts. And scarcely do we receive a Nietzschean hammer that questions and uproots our insipid ways of lives.
In this short, yet insightful four minutes film, The Paradox of Our Age; directed and edited by a Tibetan filmmaker, Thupten N. Chakrishar, precisely performs this Nietzschean chore. He had established himself as the frontrunner amongst Tibetan contemporary filmmakers with the helming debut of his critically acclaimed documentary film, Following Kunsel, this short film exhibits his brilliant hybridization of poetic sensibility with celluloid aestheticism.
The Paradox of Our Age, is a visual adaptation from a poem written by H.H the 14th Dalai Lama. In this film, Thupten was able to create a meditative piece through the concomitant of poem and cinematic magic. Each footage becomes an epigram with no vestigial shots. The skillful intertwining of semiotic attributions to the powerfully versed poem accentuate the elegance of the project.
The majestic and graceful prayer-voice of H.H the Dalai Lama accompanied by a serene panoramic scene of twilight initiate the film. Thereafter the dexterously treated cinematic montages, explicates and explores the theme of impermanence in a secular and universal manner. Within these four minutes, the film touches the bone marrow of four major existential inquiries: Being, Life, Death, and Ethics. Though the vastness of the subject matter could impose intimidation to any artist, Thupten successfully and skillfully manages to summate all those inquiries in an artless yet profound manner.
Finally, the acute relevance of the film’s theme to our own lives, make us ponder upon such paradoxes of our technocratic age. In brief, it stirs our minds in a poignant manner and respects our individualities by not giving any concrete answers.
The Paradox of Our Age can be seen on www.youngtibet.com
Review done by Tenzin Rigdol, contemporary Tibetan Artist (rigdolfinearts.com)
Narrated by
Jeff Lebow
Music
Kelsang Chukie Tethong
Ngawang Khechog and Jeff Beal
Carmela Ammazzamerito è la navigata e combattiva sindachessa di Vendireni: è disposta a qualsiasi cosa pur di difendere i diritti della sua comunità che però, per lei, coincide interamente con la cerchia dei vari figli, nipoti, parenti, amici, compreso quello scocciatore di suo marito. Non a caso il suo slogan elettorale è: “Per una politica al servizio della famiglia!”
Nessuno tocchi Caino è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. E’ un’associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e costituente il Partito Radicale Transnazionale.
Il nome è tratto dalla Genesi. Nella Bibbia non c’è scritto solo “occhio per occhio, dente per dente”, c’è scritto anche: “Il Signore pose su Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”. Nessuno tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta.
La pena di morte non attiene alla sfera delle convinzioni religiose. Il problema non è la Bibbia né il Corano: molti paesi cristiani praticano la pena di morte; non pochi paesi islamici l’hanno abolita. Il problema è la traduzione letterale di testi millenari in norme penali e prescrizioni valide per i nostri giorni, operata a fini politici.
Il 98% delle esecuzioni nel mondo avviene in paesi autoritari e illiberali come Cina, Iran, Arabia Saudita… La soluzione definitiva del problema sta proprio qui e, prima che l’abolizione della pena di morte, riguarda l’affermazione della democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani. E’ vero che la democrazia di per sé non significa ‘no’ alla pena di morte (basti pensare agli Stati Uniti), ma è altrettanto vero che solo in un sistema democratico l’abolizione può essere concepita e durare nel tempo. Anche i dittatori la possono abolire, da un giorno all’altro e per decreto, come pure da un giorno all’altro e per decreto la possono ripristinare.
Una moratoria universale delle esecuzioni stabilita dalle Nazioni Unite, è il nostro principale obiettivo. L’abolizione non può essere imposta per decreto, mentre la moratoria può essere il luogo di incontro tra paesi mantenitori e paesi abolizionisti: gli uni farebbero un passo in avanti verso l’abolizione, gli altri riuscirebbero a salvare migliaia di vite umane. L’esperienza ci dimostra che dopo alcuni anni di moratoria difficilmente si torna indietro, spesso si procede verso la completa abolizione. E’ accaduto nella ex Unione Sovietica, nella ex Iugoslavia e nel Sudafrica che ha abolito la pena di morte dopo cinque anni di moratoria.
La campagna per la moratoria ONU è partita dall’Italia su impulso di Nessuno tocchi Caino. Nel 1994, per la prima volta, una risoluzione fu presentata all’Assemblea Generale dell’ONU dal Governo italiano. Perse per otto voti. Dal 1997 su iniziativa italiana e dal 1999 su iniziativa europea, la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani ha approvato ogni anno una risoluzione che chiede “una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della completa abolizione della pena di morte”. La campagna potrà dirsi conclusa quando un testo simile verrà approvato anche al Palazzo di Vetro.
Il Rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino, pubblicato dal 1997, riporta paese per paese fatti di cronaca, avvenimenti politici e giuridici, dati statistici e studi comparativi sotto diversi profili della questione pena di morte. Si è dimostrato essere uno strumento fondamentale per coloro che nel mondo sono impegnati nella lotta perché si affermi un nuovo diritto umano: non essere uccisi a seguito di una sentenza o misura giudiziaria.
User generated conferences open participatory workshops events DemoCamp Health Science Research Ethics Politics Bioethics Bioetica Scienza Ricerca Testamento biologico Etica Partecipazione Politica. By Centro Mimir
Una poesia vagava per le stagioni della vita,
guardandosi attorno.
Vide un sacco di cose interessanti
di cui parlare ma per vederle meglio
aveva bisogno di un appoggio,
quacosa su cui stare.
Per non perdere le cose interessanti
decise di salire su un albero
troppo riccamente addobbato ed illuminato
Non era interessante, sicuramente finto.
Si arrampico’ per guardare il mondo
e raccontare di esso.
Sbircio’ appena la targa ai piedi dell’albero
su cui poggiava, intravedendo la scritta
“Natale” e si dedico’ ad altro.
[11:26] Sacha Bowie: ciao Danilo sono Sacha Bowie quello che ha richiesto aiuto per Elena
[11:27] Sacha Bowie: ho saputo che hai diramato su facebook e in rete la nostra richiesta , mi sembra giusto ora darti conferma che non solo non era un bufala ma ce l’ abbiamo fatta
[11:27] Sacha Bowie: Elena arrivera a Bucarest la sera di Natale … era vero tutto
Antivigilia di Natale Una notte molto sofferta su Facebook, Second Life e nella Vita Reale
Questa serie di messaggi era presente fino a pochi minuti fa su Facebook, ed ora è stata RIMOSSA perchè conteneva alcuni riferimenti personali. Il testo dei messaggi riportati qui è stato ora in parte ridotto e modificato, e come tale lo ricollocherò su Facebook.
Danilo invia auguri sinceri a chi gli è davvero amico, lieto di averlo o averla ritrovata con facebook .7.18
Danilo pensa: Facebook, come Second Life, inducono a credere che sia importante il numero degli ‘amici’ con cui si è e ci si mostra in contatto. Triste anche questo :(.4.32
Artisti della Memora. Underwater
Danilo condivide la sofferenza di coloro che vivono con dolore questi giorni di festa per “tutti”
Ho ricevuto in Second Life il seguente messaggio: “Spero tu lo possa leggere subito e divulgare, in quanto é urgente. Ti copio qui il messaggio che ti chiedo per favore di divulgareABBIAMO BISOGNO DI UN MEDICO per una ragazza rumena di 33 anni che sta morendo di cancro e vuole morire a casa sua. .
NON è la solita storiella di Natale. cerchiamo un medico disposto a rinunciare al suo natale per andare in aereo da roma a bucarest il giorno 25 dicembre, ALitalia non la carica senza un medico. Ritorno da bucarest il 26 spese pagate.
per dettagli contattare Sacha Bowie grazie“
Alla persona che mi ha inviato quel messaggio ho risposto:
“ho diramato su facebook, purtroppo io personalmente non sarei in grado di muovermi. Spero che, se il messaggio è veritiero, qualcuno in grado di farlo si faccia avanti per accontentare quella ragazza.
A far soffrire non è purtroppo solo il cancro.
Se qualche MEDICO, ad esempio si facesse carico di far incontrare un bambino con la sua mamma, ricoverata in un ospedale psichiatrico, dopo aver riportato ustioni di vario grado per essere oltretutto stata vittima dell’esplosione della sua casa, a causa di una fuga di gas, farebbe oper buona e giusta, magari per Natale..
O forse quelle di ‘quel’ bambino, di “quella” mamma e di ‘quel’ papà sono solo ’seghe mentali’?
Ah, ma ci sono già i servizi sociali e i tribunali per i minori a giudicare se e quando e quanto soffre un bambino, se e quando e quanto la sua mamma e il suo papà
Group name: Torre di Non Controllo, Strumenti per la difesa dal Controllo della Rete e per conoscersi meglio
Description:
Salute ed educazione, supporto e mutuo aiuto, consultazioni e didattica, reciproco apprendimento e insegnamento, perchè la Rete ed i Mondi Virtuali siano un luogo di Non Controllo, delle menti dei singoli e dei rapporti sociali, ma un’opportunità per ritrovare se stessi e le relazioni con gli altri esseri umani, in una spirale interattiva tra virtuale e reale.
Ci si ritrova a Beatrix in Cyberlandia.
Brief description: Strumenti per la difesa dal Controllo della Rete e per conoscersi meglio
Secondo un sondaggio commissionato da Intel e condotto da Harris Interactive su un campione di oltre 2mila adulti tra uomini e donne, il 46% delle donne fa volentieri a meno di fare sesso per quindici giorni ma non è disposto a stare senza internet per lo stesso lasso di tempo.
Tra gli uomini solo il 30% degli intervistati rinuncerebbe al sesso per internet e i più giovani sono i più propensi a sacrificare la passione (39%), mentre nella fascia di età 35-44 anni l’attività sessuale prevale sul web nel 77% dei casi.
La preferenza per internet rispetto al sesso è più frequente (52%) tra le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni mentre le più giovani tra 18 e 34 anni sono meno inclini (49%) a rinunciare al sesso in cambio del web.
Nello, un imprenditore milanese che ha perso la propria posizione, si ritrova a dirigere una cooperativa di ex pazienti di ospedali psichiatrici, dopo l’entrata in vigore della legge Basaglia. Credendo fortemente nella dignità del lavoro, Nello spinge ogni socio della cooperativa a imparare un mestiere per sottrarsi alle elemosine dell’assistenza, inventando per ciascuno un ruolo incredibilmente adatto alle sue capacità ma finendo per scontrarsi con inevitabili quanto umanissime e tragicomiche contraddizioni.
Questo sarà il tema del meeting di domani, domenica 14 Dicembre 2008, in lingua inglese, a Seoraksan (157, 184, 1000) in Second Life, alle 18 ora italiana, 9am SLT (Second Life Time)
Cosa puo’ trovare di interessante in Second Life chi si interessa di psicologia, psicoanalisi, salute fisica e mentale?
Personalmente, come Lapsus Weinstein mi sono registrato in Second Life nel 2006, ma è soltanto dall’estate 2007 che ho iniziato a districarmi nel labirinto di quel metaverso, anche per problemi tecnici, dal momento che ero sprovvisto di un’idonea scheda grafica.
Ho pensato che l’esperienza di Second Life, per quanto mal presentata, allora, ma ancora oggi, in termini prevalentemente critici e negativi dalla stampa e dalla televisione italiane, fosse da fare, se non altro perchè un universo tridimensionale, popolato ogni giorno da decine di migliaia di persone di tutto il mondo, offriva l’opportunità di esplorarne le simbologie comunicative.
Uno dei primi aspetti positivi e inaspettati, dopo anni di web e di chat e forum spesso concitati, nervosi, litigiosi, è stato il riscontro di un ambiente estremamente accogliente e collaborativo, incontrando persone di molte nazionalità e di diverse comunità linguistiche molto spesso disponibili ad aiutare, collaborare, fare insieme
Col mio povero inglese sono riuscito fin da subito a entrare in contatto con decine e decine di persone di lingua inglese, tedesca, francese, spagnola, portoghese, giapponese, cinese… e anche italiana.
Da qui l’idea di riunire periodicamente in un caffè, il Caffè Freud (riprendendo l’idea, e anche l’insegna, da un sito web esistente, http://www.caffefreud.it/, curato da Leslie Leonelli) tutti coloro che fossero interessati a raccontare le proprie esperienze in Second Life, professionisti psicologi, psichiatri, medici, psicoanalisti, ma non solo.
Il gruppo omonimo, Caffe Freud, ha iniziato a riunirsi nella sede inizialmente della regione di Blackmount, poi all’isola di Elegua, e infine a Seoraksan
I temi affrontati sono stati i più disparati, iniziando dall’interesse dei primi partecipanti al gruppo per i disturbi della personalità per proseguire trattando di teorie, techiche terapeutiche, scuole, orientamenti, ma anche di politica della salute nei diversi Paesi, di guerra e pace, di problemi pratici nell’uso di Second Life, di rapporti con il Linden Lab, di problemi connessi con gli affari economici della vita virtuale (acquisto e vendita di terreni e oggetti, loro uso eccetera), di avventure e disavventure quotidiane dei residenti, ovvero di amicizie, inimicizie, relazioni di collaborazione, lavoro, ma anche sentimentali e sessuali…
e anche di creatività di arte, di poesia, come ben espresso da uno dei primi video di cui mi sono letteralmente innamorato:
che ben rappresenta il cosiddetto virtuale come il mondo interiore di ciascuno di noi, potenziato dalla condivisione e dall’immmersione nell’immaginazione di altri, oltre che di noi stessi, e dalla simultanea partecipazione di molti al medesimo evento, fatto di idee, emozioni, sentimenti, contemplazione, gioia, tristezza, felicità e frustrazione angosciosa e rabbiosa, dolcezza, intimità, estraneità e a volte vera e propria follia e fuga, non tanto dal mondo reale, o real life, RL, ma dal contatto con parti di noi dimenticate o nascoste in profondità, a volte dolorose e insopportabili.
Il gruppo in lingua inglese, Caffè Freud, ha continuato a riunirsi regolarmente ogni domenica, alle 18 italiane (9 am ora di Second Life) con un certo numero crescente di iscritti presenti a quasi tutti gli incontri, e altri di volta in volta interessati al tema, o topic, proposto per la settimana.
Il metodo seguito, inizialmente per mia scelta, ma rivelatosi nel tempo l’unico valido e anche possibile nella frenetica e irregolare vita di chi frequenta Second Life, è stato quello della discussione libera, a volte vero e proprio brain storming, non sempre facile da seguire per chi temeva che in questo modo tutto si sarebbe risolto in un brain washing, uno sterile e inconcludente lavaggio del cervello, e avrebbe preferito un discorso più lineare, aderente a un argomento specifico, in termini di vera e propria conferenza, magari con l’ausilio del voice - e invece, anche per questioni di lingua, è sempre stata privilegiata la chat testuale - o di lezione, di class nel gergo anglosassone, con tanto di presentazioni in power point, rimandi al web e a testi cartacei, a documenti audiovisivi.
Nei fatti, fino a questo momento, la discussione libera, con l’avvertimento che il tema proposto puo’ essere di volta in volta modificato all’inizio degli incontri, ma una volta scelto dal gruppo non sono gradite discussioni miranti a portare la conversazione troppo fuori tema, e il tema va mantenuto, questa si è rivelata la soluzione migliore, quella che ha raccolto maggiori adesioni e consentito ai partecipanti più assidui di stabilire tra loro relazioni più intense e durature.
Altre modalità di incontro non sono escluse, soltanto rinviate a quando Second Life le renderà più verosimili.
Questo in particolare per i partecipanti di lingua italiana, con cui, almeno in teoria, avrebbe più senso proporre conferenze, dibattiti, corsi, attività di insegnamento a distanza (elearning), supervisione di operatori della salute che svolgono attività professionali in Second Life, gruppi di auto aiuto e quant’altro.
Un gruppo parallelo a quello in lingua inglese, ma in lingua italiana, denominato Centro Mimir, pur contando 20 iscritti, ha stentato fino ad ora a riunirsi come gruppo, e dunque non sono neppure iniziati, fino ad ora, incontri né a tema libero, né su temi specifici.
Una possibile ragione è che la maggiorparte degli Italiani che si ritrovano in Second Life, svolgendo spesso attività pubbliche in campo artistico, commerciale, organizzativo, ricreativo, non desiderino esporsi partecipando a un gruppo che possono temere interferisca negativamente minando la loro privacy.
Con ciascuno degli iscritti, e moltissime altre persone, mi sono spesso ritrovato a dialogare in privato, in conversazioni a due, e da molti sono stato richiesto di avviare attività di gruppo, formative, informative, di sostegno nell’auto aiuto, ma fino ad ora ogni invito a partecipare a vere e proprie riunioni comuni è caduto nel vuoto.
Qualcuno potrà darmi, e saranno le benvenute, altre motivazioni,che provvederò a divulgare.
Perchè possedere un terreno, o land, o sim in Second Life ?
In teoria, Second Life consente di fare praticamente tutto senza spendere un centesimo e senza comprare e dunque possedere alcun terreno, o isola.
In pratica, il mio interesse si è invece rivolto fin dall’inizio alla valutazione della possibilità di utilizzare il metaverso, oltre che come luogo di incontro, anche come portale 3D, ovvero una serie di spazi tridimensionali in cui collocare materiali e oggetti,
alcuni con un valore puramente estetico (e, data la mia scarsa competenza come costruttore o builder piuttosto convenzionali, come un caffè, alcune case, un castello, alcuni teatri ecc.)
altri con un valore più contenutistico, documentale, come pannellidonatori di link a siti web o teleport (landmark) a zone di Second Life in tema di psicologia, salute, scienza, ma anche arte, comunicazione, simulazione e perfino intrattenimento, dal momento che proprio chi più intensamente lavora dentro il metaverso e per la promozione delle proprie attività, oltre ai comuni residenti, non disdegna i luoghi di ritrovo dove puo’ ascoltare buona musica e fare gradevoli incontri
altri ancora miranti a esplorare le potenzialità comunicative dello scripting, ovvero di piccoli programmi in grado di consentire la proiezione di video, immagini, documenti power point, l’animazione di oggetti, compreso il proprio avatar, e dunque anche la progettazione di simulazioni in campo biologico, medico, scientifico, e anche in termini di possibili giochi di ruolo, recitazione di psicodrammi, realizzazione di documentari o machinima.
Per ora interrompo qui questa breve rassegna di poco più di un anno di seconda vita.
Raccontarla, documentarla, inventarla, è possibile per intero soltanto a chi vi partecipa con una sufficiente frequenza e dimestichezza, ma attenzione!
La dimestichezza non riguarda solo gli aspetti tecnici o il saperci fare con lo strumento (client) di Second Life.
Concerne piuttosto quello che è stato spesso a torto e genericamente definito il rischio della dipendenza, da un lato, e il rischio di fare cattivi incontri dall’altro.
Second Life non è affatto meno reale del mondo che definiamo reale.
La cosiddetta virtualitàè piuttosto un’esperienza soggettiva, non così diversa da quella della vita quotidiana fuori dal metaverso, che seppur ancora male e non del tutto definita, comporta l’assunzione di responsabilità e l’attraversamento di tappe, guadi, percorsi, a volte piani e leggiadri, spesso insidiosi e in rapida salita o discesa.
Vivere Second Life è una sorta di training, e in questo senso una forma di auto aiuto in e di per sè
che però va effettuato con la prudenza e la progressione di un qualunque training della vita reale, possibilmente non da soli (anche se la solitudine ricercata nel metaverso è spesso anche fonte di pace, di sosta dallo stress della vita quotidiana, di riflessione e contemplazione fruttuosa dentro di sè), ma sfruttando le potenzialità comunicative, di scambio di esperienze e di vissuti (virtuali e reali insieme) con gli altri residenti, non necessariamente i più esperti, ma scegliendo con pazienza e con cura coloro con cui riusciamo a stabilire un più efficiente e duraturo dialogo.
Herpes e Alzheimer sono collegati? E’ il risultato cui sono arrivati molti ricercatori dell’Università di Manchester, secondo cui l’herpes labiale sia causato da placche di proteine che si accumulano nel cervello delle persone affette da Alzheimer. Sembra inoltre che i farmaci antivirali, cui si ricorre per affrontare le irritazioni da freddo, possano essere un valido aiuto nella prevenzione della demenza degenerativa.Lo studio del team della professoressa Ruth Itzhaki, ha trovato prove genetiche del virus herpes simplex (Hsv) tipo 1, nel 90% delle placche cerebrali dei malati di Alzheimer; spiega la dottoressa: “Pensiamo che l’Hsv1 entri nel cervello di un anziano, il cui sistema immunitario è più vulnerabile, e lì instauri un’infezione dormiente che può essere attivata all’improvviso da eventi come stress, immunosoppressione e infezioni di natura diversa”.
Ciò comporta danni alle cellule cerebrali, con conseguente morte e disintegrazione delle stesse, con rilascio di proteine che si trasformano in placche amiloidi.
Si tratta ora di sperimentare se i farmaci antivirali per le irritazioni da freddo, stante la loro azione inibente sull’Hsv1, siano in grado di fermare il danno cellulare che causa l’insorgere dell’Alzheimer.
Arriva un nuovo rimedio contro l’alzheimer . Si chiama “Train the brain”, allena il cervello, il nuovo progetto di ricerca scientifica condotto in collaborazione tra Fondazione Caripisa e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pisa. Lo studio, che durerà tre anni, ha un obiettivo preciso: valutare gli effetti di un programma a base di “allenamento” cognitivo e di training fisico in pazienti con demenza iniziale. Proprio così, perché i muscoli non sono i soli a dover essere allenati.Anche la mente ha bisogno della sua palestra per lavorare meglio e frenare l’evoluzione di malattie importanti, come Alzheimer o demenza vascolare. I ricercatori sono convinti che un mix di ginnastica della mente e del corpo possa rallentare lo sviluppo di queste malattie e agire in maniera più efficace rispetto alle cure tradizionali. In effetti, studi passati hanno già dimostrato la validità di questo approccio.
Nel cervello di un adulto sono presenti circa 100 miliardi di neuroni (cellule nervose), collegati fra loro e raggruppati in piccoli gruppi, detti circuiti nervosi. Sono proprio questi circuiti che, attivandosi in modo coordinato, controllano il nostro comportamento e le nostre azioni.
Non si tratta di una struttura fissa. Con il tempo, i circuiti nervosi si modificano. Se il cervello dei neonati è altamente reattivo perché i neuroni si sviluppano velocemente e creano importanti collegamenti, quello degli anziani è più “lento”. Ecco perché dopo una certa età è più facile accusare disturbi cognitivi, come limitazione della memoria o scarsa attenzione.
In caso di malattia, poi, le cose precipitano. Si ipotizza, infatti, che la fase iniziale della demenza sia caratterizzata da una perdita progressiva del numero, dell’efficacia e della modificabilità delle connessioni fra i neuroni in specifiche aree cerebrali.Il processo però non è inevitabile, nemmeno in caso di demenza. Alcune ricerche hanno dimostrato che tenendo allenato il cervello, i neuroni si deteriorano meno e si mantengono più efficienti. Non solo: pure l’esercizio fisico può esercitare effetti benefici sulle funzionalità cerebrali.Di qui l’idea di “Train the brain”. In pratica, nei prossimi tre anni alcune persone a rischio di sviluppare demenza o con demenza in fase iniziale verranno sottoposte sia a interventi di stimolazione fisica e cognitiva, sia di interazione sociale (avere scambi con altre persone è stimolante). Lo scopo è verificare se questo tipo di approccio possa frenare il declino legato alla malattia. Un progetto ambizioso e fortemente innovativo, il primo al mondo a tentare di dare una risposta a queste domande.
In attesa dei risultati, può essere utile un po’ di fai da te. Sì allora a quelle attività che mantengono vivo e attivo il cervello, come leggere molto, fare quiz e cruciverba, aiutare figli e nipoti con i compiti, guardare documentari. E anche un po’ di attività fisica e di chiacchiere con gli amici non guastano.
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OM MANI PADME HUM(Om Mani Pémé Hung) è il mantra di Chenrezi, o Avalokiteshvara, il Buddha della compassione, protettore del Tibet.
Sono sillabe sacre che significano: “La gemma (mani, cioè Buddha, o la sua dottrina) è nel loto (padma, cioè nel mondo)”, om e hum sono formule dagli infiniti significati.
Nel Tibet a queste parole è attribuita una grande potenza benefica, e per questo motivo vengono continuamente ripetute, scritte, e dipinte ovunque. Il mantra scritto più volte su strisce di carta è introdotto nelle cavità di “ruote”, o mulini di preghiera (Manichorkor), che saranno girati a mano o dall’acqua.
Le ruote di preghiera sono usate dai tibetani per purificare se stessi, ed il mondo, dal karma negativo accumulato, in base alla convinzione che il mettere in movimento il mantra scritto produce gli stessi benefici effetti del pronunciarlo.
L’insegnamento spiega che ciascuna delle sei sillabe del Mantra - OM MA NI PAD ME HUM - ha un effetto specifico e potente nel determinare la trasformazione dei vari livelli del nostro essere. Le sei sillabe purificano completamente le sei emozioni negative che sono manifestazioni dell’ignoranza e che inducono a comportamenti negativi nei confronti del nostro corpo, in modo orale e mentale, creando così il Samsara (ciclo delle rinascite) e la nostra sofferenza. Orgoglio, gelosia, desiderio, ignoranza, cupidigia e rabbia sono trasformati con il Mantra nella loro vera natura; la saggezza delle sei famiglie di Buddha si manifesta nella mente illuminata.
Così quando recitiamo l’ OM MA NI PAD ME HUM le sei emozioni negative che sono la causa dei sei regni del Samsara, sono purificate. Le sei sillabe impediscono la rinascita in ognuno dei sei regni e attenuano la sofferenza inerente ad ogni regno. Allo stesso tempo recitando l’ OM MANI PADME HUM si purificano completamente i complessi dell’ego e si perfezionano i sei generi di azioni trascendentali del cuore e della mente illuminata: generosità, armonia, comportamento, resistenza, entusiasmo, concentrazione/comprensione.
Composto in India intorno al IV secolo d.C., il Sutra del Cuore è uno dei testi fondamentali del buddismo, studiato e recitato ancora oggi nell’ambito della tradizione sia zen che tibetana.
L’importanza del testo è dovuta al fatto che esso condensa in pochi versi ciò che viene considerato il “cuore” dell’insegnamento buddista: la realizzazione completa della Visione profonda.
Nella totale fusione della mente personale con la Mente illuminata, e dei fenomeni con la Vacuità, si comprende istantaneamente il carattere vuoto ed impermanente di qualsiasi manifestazione o categoria, in cui catalogare il flusso continuo del mondo.
L’insegnamento del Sutra si propone sotto forma di discorso che il mitico bodhisattva Avalokitesvara, simbolo cosmico della compassione, indirizza a Sariputra, discepolo storico di Gautama Buddha.
Meditation Buddhism Meditazione Buddhismo Dalai Lama Tibet Libero Om Mani Padme Hum Heart of Wisdom Sutra Maka Hannya Haramita Shingyo Sutra del Cuore Nam Myo Ho Ren Ge Kyo. By Centro Mimir (precedentemente a Elegua, ora trasferito a Seoraksan)
Multi sim, multi day festival celebrating the 60th anniversary of the UN Declaration of Universal Human Rights. Contact Geni Figaro for info. The Festival HUD will be available from begiining of December will all venues of concerts, talks and exhibitions. Evenets from 10th to 15th December with exhibitions continuing afterwards
Papper Papp - “Abbiamo scelto di vivere con le nostre emozioni e non contro di esse”
“We made the choice to live close to emotions and not against them” Papper…
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" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.