GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE MENTALE : PSICHIATRIA E CULTURA
La sofferenza psichica costituisce oggi un problema di salute pubblica
in costante evoluzione sia in termini quantitativi di numero di
soggetti coinvolti e di conseguenze nella vita sociale, che per
l’impegno che rappresenta per gli operatori e le strutture chiamate a
risponderne che si trovano sempre più confrontati, nella loro
operatività quotidiana, con gli effetti delle politiche proposte ed
attuate in questi ultimi anni.
Lavorare attualmente in modo professionale in ambito sociopsichiatrico
richiede, oltre a delle conoscenze pluridisciplinari che superano i
contenuti delle singole formazioni di base e delle esperienze
acquisite nei contesti operativi, una particolare attenzione ai
meccanismi di emarginazione e di alienazione generatori di esclusioni,
da un lato sociali, con la determinazione dello statuto di paziente,
ma a volte, e con conseguenze ancora più gravi, legate alle reali
possibilità di essere adeguatamente presi a carico in relazione al
disagio espresso.
In questa ottica di interconnessione fra psichiatria società e
cultura, tra le varie possibilità di utilizzo degli oggetti mediatori
quelli rappresentati dalle attività artistiche espressive hanno senza
dubbio un’importanza centrale, tanto che da più parti viene
sottolineato come l’arte, nelle sue varie espressioni, stimola la
relazione, crea un clima positivo, favorisce la ricerca personale.
Attraverso il processo di mediazione rappresentato dall’attività
espressiva si definisce infatti uno spazio personale per l’espressione
di contenuti emotivi. Questo itinerario, unito alla riacquisizione di
abilità che rappresentano un contatto con la realtà, all’inserimento
nella realtà sociale e all’importante momento di risocializzazione
tramite il gruppo, fa sì che l’uso di tecniche espressive in ambito
psichiatrico rappresenti oggi un’insostituibile supporto per la presa
a carico della relativa utenza.
L’utilizzo di attività quali il disegno, la pittura, la ceramica ecc.
in psichiatria, dopo un primo periodo in cui venivano considerate
divertimento ed evasione, si é sviluppato in modo strutturato con
valenze terapeutiche a partire dagli anni ‘40.
Numerosi studi ed osservazioni hanno permesso di identificare una
serie di processi favoriti dall’utilizzazione di queste tecniche che
possiamo raggruppare nel seguente elenco :
• lotta contro l’apragmatismo offrendo un’occupazione;
• apporto di soddisfazioni narcisistiche che possono permettere di
scoprire eventuali vocazioni artistiche;
• sviluppo di modalità supplementari di espressione e comunicazione;
• espressione di conflitti difficili da verbalizzare;
• sviluppo di attitudini sociali mediate dal lavoro di gruppo;
• realizzazione di alleanze terapeutiche;
• accesso a simbolizzazioni attraverso i processi creativi.
In questa ottica occorre un atteggiamento degli operatori che sappia
porsi come mediazione fra gli stimoli dell’ambiente e le realizzazioni
tecnico-espressive, e d’altro lato sia in grado di creare i
presupposti e stimolare l’interesse per un’attività con cui spesso i
nostri utenti non hanno l’abitudine del quotidiano.
L’evoluzione dell’assistenza socio-psichiatrica e, in particolare,
l’utilizzazione di strutture intermedie quali i Day Hospital ha
portato alla realizzazione di relazioni meno stereotipate con ruoli
formali più “giocati” che “agiti” fra operatori ed utenti.
Sottolineando quanto sia fondamentale per gli operatori intervenire
oltre che nell’attivazione delle abilità dell’utente anche sulla
variabile società individuando gli strumenti e gli itinerari più
adatti a renderla il più possibile accogliente.
Infatti é abbastanza facile, lavorando nel territorio, imbattersi nel
rischio che, pur rimanendo all’interno del suo gruppo di appartenenza,
non più materialmente espulso, il paziente psichiatrico rimanga
ancora una volta isolato dal vivo dei rapporti interpersonali.
La socioterapia propone quale risposta l’insieme dei concetti
dell’animazione socioculturale applicati in ambito psichiatrico, ossia
l’insieme di tutte le attività, considerate come mezzo di mediazione,
che tendono a dinamicizzare e disalienare l’ambiente di vita.
In definitiva si tratta di introdurre il soggetto in un campo
terapeutico tenendo presente un’ottica trans-istituzionale che si
sovrastruttura all’offerta di cura tradizionale utilizzando il gruppo,
il lavoro, il tempo libero attraverso l’iscrizione dell’azione e della
parola in un’organizzazione a carattere riabilitativo con valenze
culturali.
Concludendo vorrei sottolineare che le tecniche socioterapeutiche sono
però anche realizzate a partire dalle piccole cose quotidiane ed
iniziano proprio da queste,
Stare vicino ad un paziente, aiutarlo nella cura di sé, nelle attività
di ogni giorno, e portarlo un poco alla volta verso competenze sempre
più mature e socializzanti per rendergli il senso di persona viva e
partecipe sono i migliori metodi operativi per la trasformazione del
disagio relazionale espresso da tutti i nostri utenti.
Una delle sfide più importanti a cui la psichiatria si troverà
confrontata nei prossimi anni sarà inoltre l’emergere di nuovi bisogni
e quindi la necessità di riorientare le linee di tendenza in atto
attraverso un dibattito costante che sottolinei la necessità etica di
attenzione verso le fasce deboli della società.
Settembre 2008 – Andrea Mazzoleni, socioterapeuta
Centro Mimir, Auto Reciproco Aiuto
Articoli inviati da Andrea Mazzoleni
- Gruppo del Centro Mimir,
- Thu, 09 Oct 2008 06:40:00
PSICHIATRIA E CULTURA - di Andrea Mazzoleni
categoria:arte, salute, creatività , psichiatria, società , salute mentale, andrea mazzoleni, socioterapia














“Da una parte, questa forma di realtà virtuale, costituisce un processo psicologico di disincarnazione, in quanto rappresenta l’ultima promessa di abbandono del corpo obsoleto e di vivere gli spazi inabitati del datascape come un cyborg. Da questo punto di vista, la realtà virtuale è la manifestazione e la continuazione di un volo al di fuori del corpo che prende origini nell’invenzione della visione nella linea prospettica del XV secolo”. (Christiane Paul, Arte Digitale)
Eppure tentare di capire le forme attuali dell’arte significa comprendere il gusto, l’estetica e i linguaggi dei nuovi media. Da una parte vi è il regno dell’immagine virtuale che necessita nuovi strumenti e supporti artistici e offre innumerevoli forme di espressioni e possibilità creative; dall’altra vi sono i social network che si fondono sul principio di un tipo di comunicazione mediata dal mezzo tecnologico, dalla scrittura e dalla rete internet. Rapporti e relazioni che s’instaurano tra una comunità d’individui registrati in una rete sociale. La mostra “Rinascimento Virtuale” coniuga queste due realtà: l’immagine virtuale e il social network, interrogandosi sul ruolo e sul significato che riveste questo nuovo tipo di relazionarsi, che culmina nel presentare il tipo di arte digitale che viene realizzata in seno ad uno dei più avanzati esempi di comunità di rete: Second Life (Sl).








