lunedì, dicembre 05, 2005
"Pasolini aveva scoperto molto presto che la ragione non serve, va servita.
E che soltanto le contraddizioni permettono l'affermazione della personalità.
Ragionare è anonimo; contraddirsi, personale."
Alberto Moravia, L'Espresso, 9 Novembre 1975
lunedì, dicembre 05, 2005
Sto' leggendo molto in questo periodo, tra un mordi e fuggi e l'altro su internet
Dal Provinciale di Giorgio Bocca, alla raccolta (fino al 1984) de l'Espresso, a ciò che poi recupero in rete, cercando qua e là ;)
oggi leggo dell'occupazione di una basilica romana, e intanto mi interrogo sulla TAV, e su cosa succederà alle prossime elezioni...
scrivevo parecchio, o meglio copincollavo molto e commentavo sui miei multisiti, fino al sequestro Sgrena... poi due cose: la paura di mettermi in mezzo in cose pericolose (vedi blog tipo Repubblica o simili) e soprattutto l'idea di essere comunque tagliato fuori dai giochi politici 'grandi' (come del resto la guerra in Iraq)
stamattina leggo una pagina de l'Espresso, sul processo 7 aprile, del 1979
Toni Negri, l'Autonomia....
faccio confronti con l'oggi...
io il '68 e dintorni (è iniziato prima, almeno nel '66, con la Zanzara e l'alluvione di Firenze) amo ricordarlo come il periodo dei mille fiori (politica sì, Marx Lenin Mao Tze Tung, ma anche musica, poesia, filosofia, cinema, matti, divorzio, aborto, donne, .... )
Negri l'ho letto, non tutto, ma cercando di capire, a posteriori, qualche anno dopo, cosa ci fosse in lui di 'accattivante'
cercavo credo conferma nell'affermazione (antagonista apparentemente rispetto a quei tempi, ma in sintonia ad esempio col femminismo) della 'soggettività'
troppo dotto, circonvoluto, rarefatto, Toni Negri...
ma insomma, da quel periodo si poteva uscire, nel 'privato', portandosi dietro l'idea dell' 'operaio sociale', nel senso che 'politico' era a quel punto, inizio anni '80, prendersi in mano la propria vita - lavoro e 'affetti' e iniziare a scavare da lì
i lottarmatisti, anche i più fondamendalisti del credo maoista-leninista-stalinista, in cosa, mi chiedo stamattina, differivano dai loro 'simili' del ventennio fascista, con i loro mito dell' 'eroe'?
molto poco, penso
ad ogni epoca, e giocando con gli elementi disponibili, un gruppetto di adolescenti si butta a vivere la vita e la morte come avventura... tutto qui, alla fine, forse
ma oggi, nei no global, nei fondamentalisti verdi, nei talebani rossi, dov'è più la persona, l'uomo, la donna?
è - pasolinianamente - molto peggio di allora ....
tutti i gruppi più o meno armati, compresi quelli islamici, sono forsennatamente collettivisti, totalitari, nemici giurati e dichiarati dell'umano singolare.... tutti si muovono contro o per sistematizzazioni 'antisistema' e, venendo meno l'individuo, viene meno anche la CRITICA che solo l'individuo puo' porre, scavare aprendo varchi e tunnel dentro di sè....