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in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.

musiche midi milanesi e non

(alcuni files midi sono tratti da Métronimo)


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RETE 180 [il Blog]
la voce di chi sente le voci

è davvero una radio di auto reciproco aiuto!
molto vivace, ricca di musica, interventi e cose interessanti

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venerdì, ottobre 31, 2003



Barbie musulmana Le bambine islamiche avranno la loro Barbie

Abiti lunghi e niente forme: ecco Razanne, la "barbie" musulmana
Creata negli Stati Uniti, la bambola rispetta i precetti islamici e sta letteralmente spopolando in molti paesi.

Velo, pudore e un piccolo Corano
Il "papà": "Più che un gioco, uno strumento di educazione destinato alle ragazzine perbene. Il nome significa modestia"
BIONDA, procace, provocante. Emancipata, soprattutto. E scollacciata, spesso. Esageratamente donna, anzi, femmina. Troppo per incarnare un modello di comportamento. La Barbie non si addice alle bambine musulmane. Tanto che l'Arabia Saudita l'ha bandita da circa un decennio. Ma lo scrupolo religioso si è trasformato in business: ed è nata Razanne, la risposta, islamicamente corretta, alla bambola occidentale. Il nome, tradotto, significa "modestia". E modesta lo è, in tutto e per tutto. Niente seno né fianchi, aspetto da bambina, un solo abito, l'hijab, tunica e velo islamico. Già in commercio negli Stati Uniti ed in Europa, è in arrivo anche nei Paesi del Golfo. "Genitori" della bambola, Ammar e Sherie Saadeh, proprietari della NoorArt, una ditta che produce giocattoli a Livonia, due passi da Detroit, Michigan.


Alessandra Vitali, La Repubblica, 31 Ottobre 2003

postato da: suburbia alle ore 31/10/2003 17:29 | Permalink | commenti
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lunedì, ottobre 20, 2003



Dalla Cina alla Cina, passando per Como

La Cina e' vicina. Diceva cosi' un vecchio slogan, usato e abusato negli anni '70, che guardava alla politica piu' che all'economia. Trent'anni dopo quella vicinanza - intesa ora come concorrenza economica - e' ancora piu' intensa, piu' preoccupante anche per Como. Eppure, senza andare in Estremo Oriente, le presenze inquietanti e certamente pericolose dal punto di vista commerciale e industriale sono ben altre. E ben piu' vicine. E' notizia di questi giorni che la Francia attrae aziende dall'Italia, provincia lariana compresa. La Francia, non la Cina e nemmeno la Turchia o l'Est Europa. Prima dei cugini d'Oltralpe qualcosa del genere era successo in Canton Ticino: appena al di la' del confine svizzero il governo cantonale ha varato il "Progetto Copernico", serie di agevolazioni fiscali e burocratiche destinate a richiamare stabilimenti, impianti e non solo holding. Obiettivo raggiunto in entrambi i casi, con Francia e Svizzera inaspettate "concorrenti" dell'Italia.

Fonte: Corriere di Como

postato da: suburbia alle ore 20/10/2003 21:15 | Permalink | commenti
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venerdì, ottobre 17, 2003



La Cina fa paura?

Come faccio spesso quando sono in rete, ascolto la radio, in questo momento Radio Popolare. Parlano della Cina, dicono che fa paura, snobbano l'uomo cinese nello spazio, dicono che la Cina è svantaggiata dalla lingua...

Io invece non ho paura, la Cina e i Cinesi mi hanno sempre affascinato, e non solo nell'epoca di Mao. La storia cinese, la filosofia confuciana, il buddismo cinese, gli I Ching, la lingua... Una lingua 'arcaica', come lo era quella Egizia, ma attualissima: il linguaggio dei pc è 'iconico', esattamente come gli ideogrammi cinesi, i font che utilizziamo ne sono un esempio, e si presta a inimmaginabili sviluppi nel campo dell'Intelligenza Artificiale e della Traduzione Automatica. Paura di cosa? Del diverso? Degli occhi a mandorla? Basta guardarsi intorno anche nella celtica lombardia, e non è raro rintracciare tratti mongoli in persone 'italianissime'. E poi lo spazio. Un americano nello spazio fa sognare, Star Trek ! Un cosmonauta russo fa immaginare scenari da primo novecento, e un takonauta cinese no? E' un po' demoralizzante sentire certi discorsi da una radio che per anni ha fatto eco alla Rivoluzione Culturale !!! Il Comunismo Cinese, quando produce ricchezza e tecnologia non interessa piu'? Non voglio dire che non ci siano aspetti preoccupanti nei rapidissimi cambiamenti sociali che lo sviluppo economico cinese degli ultimi anni comporta, ma lo sono perchè ci rispecchiamo in spettri già ben noti in Occidente, e non sappiamo se la creatività cinese non sia in grado di trovare altre soluzioni.

Il Giappone, tecnologico e mitico insieme, non fa notizia, ma io dico "finalmente la Cina!" che ne è la 'grande madre'... Mi terrò sul tema nei prossimi giorni andando a recuperare link a siti cinesi (è facile anche comunicare in rete, sia in inglese che col pinyn, una tralsazione fonetica del cinese utilizzata nelle chat... e, considerato che in Italia vivono e lavorano moltissimi cinesi, non è nemmeno possibile comunicare in buon italiano).

Benvenuta anche la Cina, ad arricchire gli interscambi ed il confronto (le contaminazioni) tra culture diverse !!!!!
postato da: suburbia alle ore 17/10/2003 10:17 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, ottobre 10, 2003
Grazie dell'invito. Ho le falangette emozionate. Sarò all'altezza?
postato da: LACASADEIGIRASOLI alle ore 10/10/2003 16:20 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, ottobre 08, 2003



Artificialmente: Personale e Politico

Ho aperto un nuovo blog, ArtificialMente, per raccogliervi idee e riflessioni sul tema "Personale e Politico", in modo da lasciare spazio qui a interventi a carattere più generale e "suburbico".

Buona lettura!

Il link è artificialmente.clarence.com

postato da: suburbia alle ore 08/10/2003 10:43 | Permalink | commenti (4)
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martedì, ottobre 07, 2003



Internet e le chat

Scrive doppiovu: Comincio a credere che molti di quelli che chattano in internet hanno problemi d'identità. Mi dispiace dire questo, perché pure a me capita di chattare, però c'è qualcosa che non mi torna. Con la scusa dell'anonimato, che regna sovrano in questi casi, trovo sempre più spesso persone che sono eccessive oltre ogni logica umana. Persone che si divertono a dire cazzate così, tanto per fare. Ma anche persone che entrano nelle discussioni con pensieri arzigogolati e competenti, però con il vizio di sentirsi "il verbo" addosso e non accettare contraddittori. Ti insultano se esprimi pensieri in contrasto con i loro. Però lo fanno, codardamente, nascondendosi dietro dei nick e senza lasciare la propria e-mail, anche dove richiesta dal moderatore.
Internet è una grande cosa, secondo me, e lo dico con cognizione di causa perchè lo uso per lavoro e senza sarei nei guai. Pure le chat mi piacciono,perché mi permettono di confrontarmi con persone molto diverse e molto distanti, quindi con un vissuto lontano dal mio. Però c'è un lato della medaglia che mi fa riflettere. Un lato che assomiglia troppo ad una giungla.


Fonte: liberamente, blog a cura di doppiovu

postato da: suburbia alle ore 07/10/2003 20:24 | Permalink | commenti
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martedì, ottobre 07, 2003



Marcia per la Pace

La necessità e l' urgenza che l' Europa definisca una sua identità internazionale ed una condivisa politica estera per contribuire alla costruzione di un concreto processo di pace, anche a fronte della drammatica escalation della situazione in Medio Oriente", viene sottolineata dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, alla vigilia della marcia Perugia-Assisi. Lorenzetti, che in seno alla Conferenza dei presidenti delle Regioni coordina le azioni di cooperazione internazionale per il Medio Oriente, in una nota esprime "vivissima preoccupazione" per i recenti sviluppi della vicenda israelo-palestinese, condannando "senza appello" gli atti di terrorismo che insanguinano Israele.

Giù le mani dalla marcia": Luigi Bobba, presidente delle Acli, dice 'no' a strumentalizzazioni politiche della marcia per la pace Perugia-Assisi, che si terrà il 12 ottobre prossimo. "Che la sinistra radicale antagonista, Rifondazione, No global in testa siano convinti che la mobilitazione della piazza possa dare una spallata al Governo è un' opinione legittima - afferma Bobba in un comunicato - ma che si annoveri la marcia Perugia-Assisi come una delle tappe per far cadere il governo è quanto di più strumentale ci possa essere. Sappiano l' onorevole Bertinotti e i vari leader no global che hanno unilateralmente inserito la marcia negli appuntamenti dell' autunno caldo, che la marcia non è di loro proprietà né possono usarla a loro piacimento.

Fonte: Agepi

Io sono d'accordo... Non amo le marce, diffido del pacifismo ostentato, ma credo anche che per 'costruire la pace' siano necessarie posizioni molto chiare e intransigenti nei confronti della violenza espressa da qualunque parte e in qualunque forma, senza alibi o 'giustificazioni', che - per quanto seducenti - hanno come risultato solo quello di fomentare odio e nichilismo, capaci di minare le fondamenta del fragile equilibrio democratico, imperfetto ma presente, nelle aree più 'civilizzate' del Globo. Sono anche le più ricche, ma la ricchezza di per sè è solo 'garanzia' di pace, non il suo opposto... a patto certo che venga utilizzata e redistribuita equamente e finalizzata al progresso - non solo materiale, e anzi eco-compatibile - ed allo sviluppo 'sostenibile' dell'umanità nella sua globalità. Mica è Vangelo eh ! Solo pensieri sparsi....

postato da: suburbia alle ore 07/10/2003 01:27 | Permalink | commenti
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domenica, ottobre 05, 2003

Gli altri

Gli alfieri della tolleranza, della pace, del rispetto per l'altro, del multiculturalismo, dell'integrazione ecc. ecc. l'hanno sempre fatta facile. Gli avvenimenti degli ultimi anni, la radicalizzazione della lotta politica, la demagogia dilagante, il terrorismo, le guerre, le rappresaglie li hanno purtroppo smentiti. Integralismi, intolleranza, razzismi... atteggiamenti e pregiudizi tanto peggiori, quanto piu' sono inconsapevoli, quanto piu' si nascondono dietro una patina generica di buoni sentimenti. L'antisemitismo di certa sinistra, e non solo. che simpatizza smaccatamente per i terroristi kamikaze al punto da alterare i fatti e negare la storia mi sembra evidente. D'altra parte mi sgomenta la chiusura intollerante sempre piu' diffusa fra gli Ebrei, secondo la quale chi critica la politica di Israele e di Sharon diventa automaticamente un nemico e un aspirante persecutore degli Ebrei, di tutti gli Ebrei. Scrivo queste parole quasi con timore e vergogna, perche' non oso immaginare quale sarebbero le mie reazioni e i miei sentimenti se vivessi in un campo profughi o se dovessi temere per la sua vita ogni volta che mia figlia esce di casa per andare in pizzeria. Il punto e' che tutti siamo troppo inclini ad aprire la bocca e a darle fiato senza pesare le parole, senza tener conto della complessita' degli eventi, spesso senza conoscere bene l'argomento su cui sputiamo sentenze con una faciloneria esasperante, tanto piu' pericolosa quanto migliori sono, in superficie, le nostre intenzioni. E intanto i circoli viziosi si esasperano

Su "Psicologia contemporanea" 177 nell'articolo " Il rispetto reciproco" di Giuseppe Mantovani, viene riportata la singolare esperienza di un etnografo indiano, Amitav Ghosh, che nel 1980 scelse di approfondire le sue ricerche sulla rete di comunicazione che per tanti secoli strinse il subcontinente indiano e il Medio Oriente vivendo in un villaggio egiziano. E' lo stesso Ghosh che nel 1992 racconta la sua esperienza:

«Allora, spiegaci», disse qualcuno, «nel tuo paese la gente che cosa fa con i morti?»

«Li brucia», dissi aspirando stoicamente dalla mia shusha mentre si riprendevano dallo shock.

«E le ceneri?», chiese un altro. «Conservate almeno le ceneri in modo da poterli ricordare in qualche modo?»

«No, le ceneri vengono sparse lungo le rive dei fiumi».

Ci fu un lungo silenzio perché ci volle un po’ di tempo prima che superassero la repulsione e ripren dessero a parlare.

«E così sono tutti miscredenti nel tuo paese?», chiese infine qualcuno. «Non esiste legge o morale, ciascuno può fare quello che gli piace, prendere una donna nelle strade o dormire con la moglie di un altro?»

«No», cominciai io, ma venni interrotto subito. «E cosa ci dici della circoncisione?», chiese una voce, seguita immediatamente da un’altra più possente, che voleva sapere se nel mio paese le donne venivano “purificate:’ come in Egitto. Il termine “purificare” stabilisce un’equazione verbale tra circoncisione maschile e citoridectomia, ma quest’ultima è un intervento assai più pericoloso perché consiste nell’escissione completa della citoride. La citoridectomia è in realtà un rituale orrendo, assurdamente doloroso, messo fuori legge all’epoca di Nasser, ma tuttora largamente praticato dai fellahin, sia cristiani che musulmani.

«No, nel mio paese le donne non vengono “purificate”.

Ma il mio interlocutore, convinto che non avessi inteso la domanda, la ripetè lentamente. I visi intorno a me sbiancarono quando ripetei: «No», con enfasi.

«Vuoi dire che la clitoride continua a crescere?», chiese una voce roca.

Cominciai a spiegare, ma ero scosso dalla sua incre dulità. Intanto un altro m’interruppe: «E i ragazzi? Cosa fate con i ragazzi? Non purificate nemmeno loro?», «E tu, doktor?»

Osservai gli sguardi intorno a me, ora curiosi, ora orripilati, e capii che non ero in grado di rispondere.

E fin qui possiamo considerare l'aneddoto come un esempio dell'arretratezza dei contadini egiziani e della loro evidente "ingenuita' culturale": e magari ci sentiamo confortati nella nostra pretesa superiorita'. Ma cosa dire di quello che poco tempo dopo capito' al nostro giovane etnografo quando venne rimproverato dall'imam del villaggio per quelli che venivano considerati i costumi vergognosi degli indu':

Mi guardò dritto in faccia e vidi che storceva la bocca per la rabbia e che nei suoi occhi c’era una straordinaria lucentezza: «Dimmi un po’, perché venerate le vacche?».

Colto di sorpresa, cominciai a balbettare e lui tagliò corto voltandorni le spalle.

«Ecco quello che fanno nel suo paese», disse al vecchio negoziante. «Lo sapevi? Venerano le vacche». Mi lanciò un’occhiata di sbieco. «E sai che cos’altro fanno?», disse lasciando sospesa la domanda e infine annunciando con un drammatico sibilo: «Bruciano i morti».

Il vecchio sobbalzò come se lo avessero urtato e si portò le mani alla bocca: «Ya Allah!», borbottò.

«Proprio così, bruciano i loro morti», ripetè l’Imam. Poi si girò improvvisamente su se stesso per guardarmi in faccia e urlò: «Perché glielo lasciate fare? Non lo capisci che è un sistema primitivo e arretrato? Siete forse dei selvaggi per permettere una cosa simile? Guarda a te: hai una certa istruzione, dovresti capire. Come potrà svilupparsi il tuo paese se continuate a fare queste cose? Sei stato addirittura in Europa, hai visto come sono progrediti. Ora dimmi, li hai mai visti bruciare i loro morti?».

Intorno a noi si era radunata una piccola folla, attratta dalla voce dell’imam, e sotto il peso dei loro sguardi la mia lingua sembrava incepparsi sempre più.

«Sì, bruciano i loro morti, in Europa», riuscii a dire con la voce alterata, malgrado gli sforzi per controllarla, «sì, hanno degli speciali forni elettrici fatti apposta per quello».

L’imam si voltò dall’altra parte con una risata sprezzante: «Sta mentendo», disse rivolto alla folla, «non è vero che in Occidente bruciano i loro morti. Sono progrediti, istruiti, hanno scienza, cannoni e carri armati e bombe».

All’improvviso qualcosa prese a ribollire nella mia testa, dilemmi e problemi che non potevo più tratte nere: «Anche noi li abbiamo!», gli urlai di rimando. «Anche nel mio paese abbiamo queste cose, cannoni e carri arniati e bombe. E sono molto meglio di quelli che avete voi in Egitto, siamo molto più avanti di voi»

«Vi dico che mente», gridava l’imam sempre più infuriato, «i nostri cannoni e le nostre bombe sono molto meglio dei loro. I nostri sono secondi solo a quelli dell’Occidente.

«Sei tu che menti», replicai. «Non ne sai niente. Sono molto meglio i nostri. Nel mio paese c’è stata persino un’esplosione nucleare. Non riuscireste a fare altrettanto neppure in cento anni».

Conclude l'articolo di Psicologia contemporanea: "la disputa tra l'imam egiziano e il giovane etnologo indiano ha per oggetto quale dei due mondi che si scontrano sulla via principale del villaggio sia superiore e la superiorita' e' definita dalla tecnologia della violenza: cannoni, bombe, carri armati. Nel momento in cui, per voncere la contesa, o almeno per uscirne senza umiliazione, si vanta della bomba atomica che l'India ha costruito, Ghosh comprende che il dialogo si e' ormai del tutto pervertito, che la rabbia del suo interlocutore lo ha travolto e lo ha trascinato su un terreno che e' molto lontano da quello su cui egli intendeva costruire un rapporto di comprensione e di rispetto reciproco."

Ecco com'e' facile il crollo delle buone intenzioni anche in persone di buona cultura e formate secondo i canoni dell' educazione, della tolleranza e del rispetto, per di piu' in una situazione tranquilla e non particolarmente problematica. Figurarsi quello che accade in contesti dove la tensione, la paura, l'ansia per la propria vita e per quella dei propri familiari e amici sono all'ordine del giorno...

postato da: floria1405 alle ore 05/10/2003 11:15 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, ottobre 03, 2003



Felicità

LONDRA (CNN) -- "La felicità non costa nulla" recita il titolo di un film italiano della scorsa stagione. E meno male, così almeno quella se la possono permettere anche (o forse di più) la dove meno ce la si aspetterebbe.
La pensa così un'autorevole rivista inglese, New Scientist, secondo la quale i più felici del mondo sono i nigeriani. Ben il 68% della popolazione si dichiara felice. Le sorprese non finiscono al primo posto ma, anzi, riguardano l'intera classifica.
In barba a Enzo Jannacci (ricordate "Messico e nuvole/la faccia triste dell'America"?) al secondo posto c'è proprio il Messico, con un 58% della popolazione che si ritiene felice. A seguire Venezuela, El Salvador, Porto Rico, Vietnam, Colombia.


Fonte: CNN.it

postato da: suburbia alle ore 03/10/2003 11:16 | Permalink | commenti
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giovedì, ottobre 02, 2003



Succede a Gerusalemme

A letter to God
Special Delivery: A Letter to God


We have hundreds and thousands of letters sent to either God or Jesus Christ and for some unknown reason they all come to Jerusalem," said Yitzhak Rabihiya, a postal spokesman.

Fonte: CNN.com
postato da: suburbia alle ore 02/10/2003 21:16 | Permalink | commenti
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mercoledì, ottobre 01, 2003



La Sinistra del Ponte

Francesco Merlo si interroga oggi su La Repubblica sulla posizione della Sinistra per quanto riguarda il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Sinistra, Destra... ci vorrebbero dei ponti (ma anche dei fiumi o dei mari di separazione) per capire cosa sta succedendo alla Politica, non solo in Italia: ci sono su praticamente tutte le questioni (Europa, MedioOriente, Welfare o Qualità della Vita, Immigrazioni, Ferrovie ad Alta Velocità, Salute Mentale e Ricerca in campo Biologico e Medico, Cibi e Coltivazioni Transgeniche, Clonazioni, Educazione e Scuola... ho dimenticato molto?) enormi apparenti differenze tra Destra e Sinistra, ma ad un'osservazione più attenta si nota che su ciascun problema ci sono Orientamenti di Destra che vengono riecheggiati a Sinistra (ad esempio contro l'Unione Europea) e Orientamenti di Sinistra (ad esempio sul MedioOriente ma con estensioni 'culturali' e - si sente sempre piu' spesso dire (abusando e distorcendo il significato proprio del termine) - 'antropologiche', che rasentano il razzismo e l'anti-semitismo.

Cosa sta succedendo? La crescente paura del Nuovo e del Diverso ci respinge e ci fa ripiegare sulla Conservazione e Restaurazione di modi di pensiero irrazionali, basati su antichi luoghi comuni e infondate diffidenze? E d'altra parte, la tendenza a 'ritrovarci insieme' (in Europa, su Internet, in un Mondo Villaggio Globale) ripropone forme di Totalitarismo e di Omologazione delle identità e gli spettri dello Scontro tra Imperi, alla Asimov...

Ripropongo qui alcuni recenti percorsi, in tema di Confronto con l'Altro: apparentemente è un filone unico, il Confronto tra Israele e Palestina, che si proietta su larga scala sullo sfondo Europa, USA, Paesi Arabi e Cristianesmo, Ebraismo, Islam, Umanesimo. Apparentemente, perchè se si ha la pazienza di seguire qualche trama si scopre come tutto si colleghi... in un tessuto 'impazzito' dove il riconoscimento di alcune forme suscita reazioni emotive diverse e contrapposte, dove il disorientamento e la follia delle rappresentazioni più 'estreme' induce all'indifferenza, alla dimenticanza, al sonno, al non voler più vedere nè sentire...

1. Da Blog Trotter di Leonardo Coen, sul sito di Repubblica:
-- Effetto kamikaze
-- Palestina libera, fine del_terrorismo?
-- TerraSanta: il Muro della Storia
-- Israele e la Fierezza Ebraica
-- Said e il Progetto Imperiale
2. Su Lo Scandaglio:
-- Raccontare la Storia dell'Altro

I Vangeli dicono "non sappia la destra cosa fa la sinistra". Che si puo' intendere come "una mano non intralci l'altra, ciascuna ha la sua propria funzione", ma anche come un reciproco non vedersi, ignorarsi, al punto che spesso si scoprono fare le stesse cose... o peggio, la sinistra 'lava' la destra e viceversa, ed entrambe le mani si lavano tra loro... per sembrare... pulite...
Ha senso tutto questo? Siamo davvero sicuri che l'individuale estraniarci dalla Politica rinchiudendoci in case, forum, blog e chat, non faccia proprio il gioco di chi si lava le mani a nostro danno... così che poi non avremo più nemmeno case, forum. blog e chat in cui... piangere ?

postato da: suburbia alle ore 01/10/2003 10:46 | Permalink | commenti
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