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Lo Scandaglio
in luoghi di marea le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare.

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(alcuni files midi sono tratti da Métronimo)


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giovedì, agosto 28, 2003
Ray Bradbury
CNN.it: Ray Bradbury festeggiato con una torta gigante da Louis Friedman, direttore del Planetario di Pasadena


... una notte, fra 100 anni, un ragazzo starà sveglio fino a tardi e sotto la sua coperta, con una torcia elettrica, leggerà 'Cronache marziane'... sul Pianeta Rosso...


postato da: suburbia alle ore 28/08/2003 17:52 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, agosto 28, 2003
Woody Allen: "Proviamo a ridere in un mondo di tensioni"

La Repubblica: Il regista per l'anteprima mondiale di Anything Else. "Nel mio film c'è la metafora di Israele, il mio personaggio è specchio della paranoia che ha colpito tutti"
dal nostro inviato ALESSANDRA RETICO

... A proposito di cambiare le cose. Allen in questo film lo dice chiaro: "Mai lasciarsi andare con un tassista sugli irrisolti problemi metafisici, di morte e di solitudine perché ti risponderà, con collaudato cinismo ,"che problema c'è: è come tutto il resto". Anything Else, la vita è nient'altro che quello che è. Disperata e paurosa, ma questa.



postato da: suburbia alle ore 28/08/2003 08:14 | Permalink | commenti
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mercoledì, agosto 27, 2003
Woody Allen, Il Mondo Reale? Lo Trovo Orribile

Anything Else Venezia, 27 ago. (Adnkronos) - ''Se 'Anything else' non e' il film piu' pessimista di Woody Allen, ci va molto vicino''. Il regista americano ammette candidamente il suo disagio a vivere in questi anni di tensioni e difficolta'. ''Il mondo sta vivendo tensioni particolari -spiega Allen- piu' esacerbate del solito. Il personaggio di Dobel che interpreto nel film e' il prodotto di una grande paranoia che ha colpito tutti. C'e' un enorme pericolo che sovrasta il mondo che e' cambiato dopo l'11 settembre. Gli Stati Uniti sono molto piu' tesi da allora, New York e' la stessa solo apparentemente, tutto funziona ad alta velocita'. Tutto e' ancora affascinante e romantico, ci sono ristoranti bellissimi, una grande attivita' intellettuale. Ma c'e' una tensione emotiva che si respira, come quando c'e' stato il black out e tutti hanno pensato al terrorismo. Anni fa non sarebbe accaduto''. (Mag/Cnz/Adnkronos)


postato da: suburbia alle ore 27/08/2003 20:43 | Permalink | commenti
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mercoledì, agosto 27, 2003
Marte (non solo) a Milano

Storia, Scienza, Mito

Marte è il grande protagonista dell’estate 2003: il pianeta Rosso si troverà alla minima distanza dalla Terra della storia del genere umano. Tecnicamente si parla di GRANDE OPPOSIZIONE, un’occasione unica per osservarne la superficie e tentare di distinguerne i dettagli. Fu proprio a Milano, in un’occasione simile a questa, che nel 1877 Virginio Schiaparelli, direttore dell’Osservatorio di Milano-Brera, osservando Marte dal telescopio Merz, “vide” sul pianeta alcuni ‘canali’. Nacque così l’idea di una civiltà marziana… I canali si sono dimostrati un errore, ma il fascino del Pianeta Rosso è rimasto intatto anche ai nostri giorni, così come il legame storico che lo lega a Milano.

Unione Astrofili Italiani
Corriere della Sera, Astronomia, Marte Agosto 2003

La notte del 27 agosto 2003, Marte si troverà in a soli 55,746,199 chilometri dai nostri occhi, l’opposizione più favorevole degli ultimi 73.000 anni. In quella serata Marte sarà più luminoso di Giove superato solo da Venere e dalla Luna.
La sera dopo, Il 28 agosto, sarà in opposizione Perielica e cioè quando Sole, Terra e Marte saranno allineati su di unica ipotetica retta.

Pianeta Marte


postato da: suburbia alle ore 27/08/2003 17:08 | Permalink | commenti
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martedì, agosto 26, 2003
C'è un'arma espressiva nascosta nel web

Ovvero... tra i blogbloghismi dei Bloggers e i bla-bla degli Autori&GiornalistiAutorizzati (punto esclamativo!)

Vedi anche: Splinder.it: Articoli e Bloggers, siete peggio di Liala! di Tiziano Scarpa, su nazione indiana

CRONACHE
Viaggio in un nuovo genere letterario online esploso in Italia
CorSera: Ho scritto t'amo sul blog. Punto esclamativo
Sempre più navigatori affidano al web storie ed emozioni in un linguaggio semplificato dove trionfano immagini e segni
di PAOLO DI STEFANO
C'è un'arma espressiva nascosta nel web....


postato da: suburbia alle ore 26/08/2003 12:48 | Permalink | commenti
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lunedì, agosto 25, 2003
A volte non sai. Ovvero: La Notizia

Comunicare notizie, stralci di informazione, commenti tratti dalla stampa, amenità trovate sul web e altrove... è comunicare? E' comunicare di sè 'meno' che raccontando delle ultime vicende del proprio gatto ? (ne avrei, ne avrei... anzi, quasi quasi...). Un attimo! Ma l'emozione nasce anche dal leggere, e così, come c'è qualcuno che preso da raptus copia e incolla versi o brani di canzoni, così a me - sovente - capita di riportare interi articoli di giornale.

Una delle due: questo significa che vivo perennemente 'fuori di me' o (o? e? o?) che in ciò che mi dicono succeda 'fuori di me' cerco qualcosa - un'emozione, un sentimento, una nausea, perfino - da scambiare con altri... Boh ?!?!

A proposito, la mia gatta ormai nonna, che col gran caldo vagava chi sa dove perdendosi e chiamandomi da posti impossibili perchè andassi a prenderla, con le prime piogge sta riprendendosi la casa. Cosa vorrà dire ?


postato da: suburbia alle ore 25/08/2003 10:08 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, agosto 21, 2003
I veri nemici dei palestinesi

di DAVID GROSSMAN (La Repubblica)

Se io fossi un palestinese, oggi sarei molto preoccupato. Se fossi un palestinese, mi chiederei se il nuovo massacro di Gerusalemme, questo omicidio di venti innocenti, molti dei quali bambini o addirittura neonati, renderà più vicina la fine dell'occupazione israeliana e migliorerà la situazione del popolo palestinese. Se fossi un palestinese, mi chiederei se lasciarsi pilotare da Hamas sino alla soglia dell'abisso risulterà in qualche progresso militare, politico o economico. Mi chiederei: mi piace davvero il fatto che siano gli elementi più fanatici ed estremisti a dettare il corso della legittima lotta contro l'occupazione? Mi chiederei: è soltanto un caso che Hamas abbia attaccato un giorno prima del previsto ritiro israeliano da quattro città palestinesi?

Mi chiederei insomma se Hamas, la Jihad, gli autori degli attentati suicidi, coloro che rompono la hudna, la tenue ma importante tregua dichiarata da alcune settimane, sono degni rappresentanti della lotta palestinese, del popolo palestinese, o non - piuttosto - dei nemici di quella lotta, di quel popolo.

All'indomani di un altro giorno di orrore nelle strade di Gerusalemme, mi auguro che i palestinesi, molti palestinesi, si pongano interrogativi simili. Sono certo che almeno uno di loro li ha ben chiari in mente: Abu Mazen, il primo ministro del governo palestinese, il leader a cui da qualche mese sono affidate le speranze di un cessate il fuoco e di una rinascita del dialogo, del negoziato di pace fra le due parti. Abu Mazen ha adesso davanti a sé una decisione estremamente difficile. La linea su cui deve procedere si fa sempre più stretta, come la corda tesa nel vuoto su cui il trapezista si appresta a mantenere un precario equilibrio. Abu Mazen dispone di una forza considerevole da schierare sul terreno, ma non è detto che essa sia superiore alle forze di cui dispongono Hamas e gli altri gruppi estremisti islamici. Se il premier decidesse di combattere davvero fino in fondo contro i terroristi, egli correrebbe indubbiamente il rischio di scatenare una guerra civile intestina fra palestinesi, e non so se sarebbe lui a vincerla. Una simile mossa potrebbe rivelarsi dunque contraria agli interessi della causa palestinese; e spero che la leadership israeliana non cade nell'errore di considerarla nel proprio interesse, poiché il caos tra i palestinesi non sarebbe nell'interesse di nessuno.

Ma l'impressione è che qualcosa Abu Mazen debba fare ugualmente. E che forse ci sia qualcosa che egli è in grado di fare, senza per questo mettere in moto un conflitto intestino. Forse il primo ministro palestinese ha i mezzi e l'abilità necessari a contrastare Hamas e gli altri estremisti, per costringerli a rispettare la tregua e le varie misure previste dalla road map della pace, senza che ciò faccia ulteriormente deteriorare la situazione interna palestinese. Se Abu Mazen ha in mente qualcosa del genere, è bene che agisca in fretta. Ogni giorno, ogni ora, sono preziosi. Rimandare potrebbe voler dire muoversi troppo tardi.

Naturalmente gli sviluppi del conflitto non dipendono soltanto dai palestinesi. Va ricordato che l'attentato di Gerusalemme non è stato il primo atto di violenza a rompere la tregua, ma ha fatto seguito ad altri due attacchi terroristici nei giorni precedenti, i quali a loro volta sono giunti dopo l'assassinio di un capo di Hamas da parte delle forze speciali israeliane. Ora una reazione del governo Sharon al sangue versato a Gerusalemme sarà pressoché inevitabile. Sarà anche inutile, servirà a generare nuova violenza, ma l'opinione pubblica israeliana è furibonda per quanto è accaduto nella Città Santa e Sharon perciò ordinerà una rappresaglia. Spero soltanto che sia moderata, misurata, e concepita in modo tale da lasciare aperta la porta a una ripresa il più veloce possibile dei contatti con la controparte palestinese. Spero che Israele segnali che il suo interesse sta nella ostinata ricerca di un dialogo e non nel proseguimento di un insensato ciclo di violenza.

Purtroppo, il futuro dei nostri due popoli, israeliani e palestinesi, non dipende più nemmeno interamente da noi stessi. Ho detto e scritto ripetutamente nel recente passato che solo un deciso intervento internazionale, in particolare americano, può risolvere il secolare conflitto tra arabi ed ebrei in Medio Oriente. Ma mi domando se l'amministrazione Bush, mentre dà l'impressione di affondare sempre di più nel fango iracheno, avrà l'energia, la creatività e i fondi necessari ad affrontare un impegno costante in Israele e nei Territori Occupati palestinesi. Il dopoguerra in Iraq e la fragile tregua tra israeliani e palestinesi appaiono legati dallo stesso filo, avvinghiati agli stessi nodi. Non che sia possibile immaginare un coordinamento trai due attentati che nello stesso giorno, a poche ore di distanza, hanno colpito Bagdad e Gerusalemme. Ma le difficoltà dell'operazione per portare pace e democrazia all'Iraq possono incitare ad agire tutti coloro, trai palestinesi, che non vogliono la pace con Israele. Anche contro l'oggettivo interesse del popolo palestinese.

(testo raccolto da Enrico Franceschini)

(21 agosto 2003)


postato da: suburbia alle ore 21/08/2003 13:19 | Permalink | commenti
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mercoledì, agosto 20, 2003
Uomo vs Macchina: Intelligenza Artificiale

Naque la natura e nacque l'artifizio. L'atifizio da sempre raccoglie ciò che non è presente nella fenomologia naturale, ciò che, in definitiva, è stato creato dopo la Creazione. Cos'è l'intelligenza? "Capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti della esperienza e della contingenza; capacità più o meno sviluppata di processi di associazione, astrazione, coordinazione". Naque così l'Intelligenza Artificiale, il prodotto umano capace di emulare l'unica intelligenza sviluppata in natura che noi conosciamo: il cervello. Ma nel momento in cui l'uomo riuscirà a riprodurre esattamente un cervello, e questi fosse dotato di intelligenza fino ad arrivare a prendere coscienza di sè, evento che ne determina la liberazione dalle "catene", questo prodotto si potrà ancora definire "artificiale"? La risposta è si, la motivazione della risposta, invece, va ben oltre il monosillabo.

Fonte: MASCE


postato da: suburbia alle ore 20/08/2003 17:46 | Permalink | commenti
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mercoledì, agosto 20, 2003


Disney e Dalì MILANO - Un lungometraggio inedito firmato da una «strana coppia» di artisti: Walt Disney e Salvador Dalì. Si chiama «Destino» ed è il cartoon riscoperto nel 2001 e restaurato negli studi parigini della Disney. Il papà di Topolino e Disegno di Salvador Dalì per «Destino» l'eccentrico genio surrealista s'incontrarono per la prima volta a Los Angeles nel 1946. Fu un colpo di fulmine: i due creativi pensarono inizialmente a un cartoon breve da realizzare con un budget ridotto. Scene, schizzi, animazioni di John Hench, tutto condito con l'appeal di una bella storia. Ma il progetto finì presto nel dimenticatoio.

Fonte: Corriere della Sera


postato da: suburbia alle ore 20/08/2003 12:33 | Permalink | commenti
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martedì, agosto 19, 2003
Notti e Nebbie Guardo l'ultima puntata di un (brutto) documentario su Stalin... mi pongo domande sul tragico che diventa farsa, schiacciato sotto il tritasassi della Storia de-ideologizzata... e poi...

(RAI3 notte 18-19 Agosto 2003)

Anno: 1984 Nazione: Italia Francia Durata: 160 m Regia: Marco Tullio Giordana CAST Umberto Orsini Laura Morante Senta Berger Eleonora Giorgi Gerardo Amato , Gérard Desarthe , Maurizio Donadoni , Massimo Foschi , Bruno Zanin

Nell'inverno del 1944 a Milano Bruno Spada (U. Orsini), funzionario di polizia, ha l'incarico di guidare un ufficio politico che ha due scopi: smantellare la rete clandestina della resistenza antifascista e controllare la fedeltà dei quadri della Repubblica Sociale Italiana. Assolve i suoi compiti con la feroce e disperata coerenza di chi si vuole ritagliare un inferno personale nel quadro fosco di tempi tristi. Il 25 aprile 1945, dopo aver rifiutato di negoziare la propria salvezza, viene fucilato. Tratto dall'omonimo romanzo (1975) di Carlo Castellaneta che lo sceneggiò col regista, è il migliore dei pochi film italiani che hanno raccontato dalla parte del fascismo repubblichino il tragico periodo di Salò, della Resistenza, della guerra civile. La chiave di lettura scelta da Giordana (1950) è il melodramma, sulla scia del noir hollywoodiano degli anni '40, filtrato attraverso un gusto europeo, quasi viscontiano per il senso di putrefazione morale e corruzione fisica, la ridondanza sempre controllata, la misoginia dei ruoli femminili, la cura dei particolari. Grande prova di Orsini che sa dare al suo Spada una sorta di malefica grandezza. Notevoli i contributi della fotografia (16 mm) di Franco Delli Colli e delle scene di Armando Nobili nella rievocazione di una Milano livida e allucinata in un clima di disfacimento, violenza e morte. Fu trasmesso in 2 puntate su RAI2. Di un film tratto dal romanzo di Castellaneta, annunciato come Un uomo d'ordine oppure Viaggio nella notte, e prodotto dalla Rizzoli s'era già parlato molto nel 1976. Doveva segnare l'esordio nella regia cinematografica di Giorgio Strehler.


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sabato, agosto 09, 2003
Uomo invisibile, dalla fantascienza alla realtà

Dagli esperimenti del Giappone ai progetti della Nasa. Storia di un sogno che si sta (quasi) realizzando grazie alla tecnologia MILANO - Nell'epoca dell'apparire a tutti i costi c'è qualcuno che lavora per rendere l'uomo invisibile. Già qualche millennio prima di Tolkien e dei mantelli magici di Harry Potter, il brivido della sparizione aveva solleticato il filosofo greco Platone, che nella «Repubblica» (II, 358e-360d) raccontava di un crudele «Signore degli Anelli» capace di dissolversi grazie a una «vera» magica.

Fonte: Il Corriere della Sera


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martedì, agosto 05, 2003
Viaggio da Psicomed e GdV verso Suburbia, passando per Lo Scandaglio

Lo Scandaglio raccoglie in sè due 'filoni', due percorsi convergenti:
1. Il sito psicomed.it (Centro Mimir) nato nel 1996 come proposta informativa sulle possibilità d'uso di Internet in campo Psicologico e Medico (The DailyOwl, Giornale Italiano di Psicologia e Internet)
2. Il sito ilgiocodellavita.com (Corso Helpers e Cafè de la Paix) dove dal 2001 si è svolto un percorso (auto) formativo sull'aiuto e auto mutuo aiuto in rete
3. Lo Scandaglio è nato dall'idea, a inizio 2003, di creare un Gruppo di Incontro, per incontri di gruppo
4. Suburbia, nato a giugno 2003, è una 'città nelle menti', un luogo virtuale in cui l'incontro tra diverse forme di espressione sul web (es. i blog) genera contaminazioni fertili per una progettualità piu ampia: come dire, Suburbia vuole diventare la Grande Porta verso il mondo 'esterno', reale e virtuale, da un lato, e verso modalità diverse di condivisione della realtà di disagio, di malattia, ma anche di creatività e di 'lotta', realizzabili con incontri nei canali attuali #libera-mente e #psicomed_gruppo, e futuri possibili come #suburbialab (orientato ad una riflessione prettamente 'psicologica'), #psicomed_helpers (dove, se ne saremo capaci, porci in ascolto di chi vi affluirà), #psicomed_variamente (per incontri a tema a scadenze prefissate).
Suburbia puo' essere una sorta di Piazza Aperta, come lo era (era) GdV, ma differente, perchè aperta sul Web, e non solo al proprio interno. Psicomed e GdV, nei rispettivi ambiti (di Informazione il primo, di Auto Mutuo Aiuto il secondo) continueranno ad essere validi riferimenti, ma io spero che Suburbia diventi la 'città nelle menti' dove il virtuale diventa reale nella condivisione di racconti ed esperienze di vita, fermo restando che il nostro 'luogo' di incontri di gruppo sarà Lo Scandaglio: a Suburbia si va, da Suburbia si torna, con qualche idea e conoscenza in piu' (anche di persone).

continua...


postato da: suburbia alle ore 05/08/2003 13:41 | Permalink | commenti
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lunedì, agosto 04, 2003
Suburbia, città nelle menti, io parto da Como...

Non amo Como, o meglio i suoi abitanti: benchè Milanese da solo 4 generazioni, con ascendenti oltre che milanesi, bresciani, mantovani, napoletani... qualcosa dall'epoca del Barbarossa mi deve esserre rimasto appiccicato addosso. Grande Imperatore, Federico I, ma ostile a Milano e alla sua Lega, mentre Como stava con lui...

Fatto sta' che i miei genitori adoravano la Brianza, Asso, Canzo, Erba, e lì mi hanno fatto vivere dai 15 ai 20 anni, a Como ho frequentato il Liceo, il Classico Volta, lì sono andati a vivere gli anni della pensione. Un mio zio Ufficiale di Marina nella Seconda Guerra Mondiale, aveva invece scelto Como, anzi una piccola frazione sopra Monte Olimpino, Mognano, per vivere il dopoguerra con la sua famiglia...

A Como mi legano ricordi, amori, amicizie, cultura, e da Como mi separano ritmi diversi, un 'sentire' diverso... e molto altro. Io vivo Como da eterno straniero, come una città magica, malefica e fatata ad un tempo. E voi? La vostra o un altra città o paese?

Como Sotto Sopra


postato da: suburbia alle ore 04/08/2003 21:26 | Permalink | commenti
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venerdì, agosto 01, 2003
B. Connection

La Repubblica, 1 Agosto 2003

Bill Emmot, sull'Economist, dipinge così Berlusconi. "Si tratta di un ricco uomo d'affari che usa il suo potere politico per favorire le proprie attività imprenditoriali, sia bloccando le indagini giudiziarie sul suo conto sia emanando nuove leggi e norme nel proprio interesse. Per il settimanale, Berlusconi "rappresenta un oltraggio al popolo italiano e al suo sistema giudiziario e un caso estremo di abuso da parte di un capitalista della democrazia all'interno della quale vive ed opera. Ben lungi dall'essere, come sostiene, l'uomo che sta creando una nuova Italia, egli è un eccellente rappresentante e perpetuatore del peggio della vecchia Italia".

About our open letter to Italy's prime minister Why we are sending an open letter to Silvio Berlusconi


postato da: suburbia alle ore 01/08/2003 22:15 | Permalink | commenti
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venerdì, agosto 01, 2003
Chi siamo noi?

Chi siamo noi? Un gruppo di persone, il cui nucleo principale proviene da Il Gioco della Vita, un sito orientato all'auto aiuto in rete tra chi soffre di disagi psichici e/o fisici.

Noi ce ne siamo un po' separati per fare dei gruppi di incontro, senza la finalità dell'auto-aiuto' (su cui abbiamo alcune perplessità) ma in compenso con l'idea di stare tra noi abbastanza spesso 'come tra amici', chattando la sera e scrivendo nei forum (Lo Scandaglio)... o nei blog... insomma i percorsi di ciascuno ci hanno portato a navigare in rete e dentro noi stessi seguendo percorsi non prestabiliti... se è piu' chiaro un po' seguendo le libere associazioni di ciascuno.

Ridiamo, scherziamo, ci prendiamo reciprocamente in giro, talvolta riusciamo a dirci cose che non diremmo ad altri, e a sentirci reciprocamente compresi e 'voluti bene'.

Non so cos'altro aggiungere: forse l'idea di un multi blog è quella di raccoglierci tra persone che hanno un comune 'sentire', piu' che intorno ad uno scopo ben definito: abbiamo in mente di utilizzare la rete al meglio, anche per quello che puo' dare o togliere quando si sta' male, ma vogliamo arrivarci tastando il terreno prima, una pietra alla volta...

Mi sono spiegato? No?!

danilo / lapsus


postato da: suburbia alle ore 01/08/2003 13:01 | Permalink | commenti (2)
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